Dopo tanta attesa è arrivata un po’ di neve sulle nostre montagne.
Poca roba, dai 30 a 40 cm, ma le forti piovute pre-neve hanno creato discrete condizioni su alcuni tipi di itinerari.
In questi giorni abbiamo ripetuto sul Monte Giovo la Via della Roccia Rossa (con variante di dx e variante Barbarossa) e il classico Canale Centrale.

Qui un piccolo report delle condizioni trovate e qualche foto:

Su tutti gli itinerari, la neve non è trasformata, va dalla farinosa a lastroni da vento (molto piccoli e localizzati). 
Il fondo è completamente assente tranne in qualche piccolissimo tratto a quote alte. Il fondo, dove è presente, è portante.
Tutto ciò rende ovviamente faticosi gli avvicinamenti e i tratti poco ripidi.

Nonostante la neve non trasformata, il repentino calo delle temperature (e tutta l’acqua presente) ha portato buone/ottime condizioni sugli itinerari dove ci cola tanta acqua, trovando vere e proprie cascate di ghiaccio.

Martedì abbiamo ripetuto la Via della Roccia Rossa (con variante di dx e variante Barbarossa), molto interessante in queste condizioni.

Piccola relazione:
Primo tiro, 65 m
Il tiro nelle condizioni peggiori. Salire a dx del diedro appoggiato (chiodo in partenza), stando nel centro del diedro e salendo aiutandosi sul paleo. La colata a dx ha ghiaccio scollato e che non tiene. Continuare su nevaio fino a sostare su friends.
Secondo tiro, 40 m
Salire la cascata a dx della sosta, chiodo blu a sx prima del tratto ripido, dopo usate viti da ghiaccio corte. Continuare su neve e sostare su friends
Terzo tiro, 30 m
Salire diritti seguendo il ghiaccio e sostare su friends/chiodi prima del diedro ghiacciato.
Quarto tiro, 45 m
Salire il diedrino ghiacciato, in uscita possibile proteggersi con viti, continuare su canale nevoso fino a sostare (a dx o sx)
Quinto tiro, 55 m
Salire il canale, nella strettoia si trova buon ghiaccio, uscire su terreno più semplice fino a sostare su spuntone

La partenza della cascata del secondo tiro

Terzo tiro

Venerdì 12 Gennaio abbiamo salito il classico Canale Centrale, trovando i due tiri finali molto belli.
I due tiri sono molto più ripidi del solito, data la scarsità di neve, ma su buon ghiaccio, non abbondante e non facile da proteggere.
Le soste a Fix sono difficilmente raggiungibili, abbiamo fatto soste su protezioni veloci. 
In generale, in queste condizioni può essere valutato WI 3/3+ e M4, molto più difficile del normale.
Inutile dire che l’avvicinamento ai 2 tiri alti è su neve non trasformata.

Il primo tiro
La partenza del secondo tiro
Sempre il secondo tiro
In uscita

Nota

Le condizioni della montagna, e in particolare quelle per l’alpinismo invernale, sono intrinsecamente variabili e le valutazioni delle stesse sono intrinsecamente soggettive. In questi articoli cerchiamo di fornire informazioni generali e report fotografici che permettano agli appassionati di alpinismo invernale in Appennino di evitare i classici “giri a vuoto”. Spetta a ciascuno stabilire se le condizioni dell’itinerario scelto corrispondono alle proprie aspettative e sono compatibili con la proprie capacità tecniche, esperienza e attrezzatura. 

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