Capanna Regina Margherita - 4559 mt

23Lug(Lug 23)8:00 am24(Lug 24)4:00 pmCapanna Regina Margherita - 4559 mtIl rifugio più alto delle Alpi Attività, Corsi e SpedizioniAttivitàTipo di disciplina 4000... o quasi,Alpinismo in alta montagna

Dettagli evento

Capanna Regina Margherita – Monte Rosa – 4559 mt

Salita alla Punta Gnifetti, una delle cime del Monte Rosa, dove sorge la Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa. L’ascensione alla Capanna Margherita, sebbene conduca ad una delle cime più alte delle Alpi, è una delle salite di alta quota di iniziazione, viste le scarse difficoltà tecniche.

La salita a capanna Margherita tuttavia non va sottovalutata in quanto si svolge su ghiacciai molto crepacciati e in un ambiente di alta montagna dove la scelta dell’itinerario, la valutazione delle condizioni e la strategia di salita svolgono un ruolo fondamentale per una salita in sicurezza.

L’escursione alla capanna Margherita con guida alpina è propedeutica per la vetta del Monte Bianco

Difficoltà

Facile; non è richiesta nessuna esperienza di alta montagna. E’ necessario un buon allenamento visti i dislivelli e la quota.

Costo ascesa a capanna regina Margherita

195 € a persona

La quota comprende

Accompagnamento e assistenza da parte di una Guida Alpina
Uso delle attrezzature comuni

La quota NON comprende

Pernottamento al rifugio
Spese di viaggio
Impianti di risalita
Spese della guida da dividere sui partecipanti

Minimo partecipanti

4

Materiale necessario

Scarponi idonei alla neve (meglio semirigidi), ramponi classici in acciaio con sistema di aggancio adatto ai propri scarponi, piccozza classica, imbragatura da arrampicata, occhiali da sole, crema solare alta protezione, lampada frontale, bastoncini telescopici.
Parte del materiale può essere noleggiato oppure messo a disposizione dalle guide.
Abbigliamento adeguato tra cui:
guscio antivento, 2 paia di guanti (uno leggero e uno più pesante), cappello per il sole e cappello per il freddo, ghette.

Programma Capanna Regina Margherita

Primo giorno. Si raggiunge Gressoney in auto e con gli impianti di risalita si arriva a Punta Indren (3200m ca). Da questa si sale al Rifugio Gnifetti dove si cena e si pernotta.
Secondo Giorno. Sveglia notturna, colazione e poi si parte in direzione del Colle del Lys dal quale si raggiunge la Punta Gnifetti.
Discesa fino a Indren e da qui a Gressoney con gli impianti.

Descrizione della Salita

Dal Rifugio Gnifetti o dal Rifugio Mantova si inizia a salire in direzione del Colle del Lys, calpestando da subito un grande ghiacciaio. Si passa al cospetto di varie cime che superano i 4000 metri: sulla nostra destra salendo troviamo prima la Piramide Vincent poi il Balmenhorn, il Corno Nero, la Ludwigshohe.

Sulla sinistra si fa sempre più impressionante la vista del Lyskamm uno dei 4000 più interessanti ed impegnativi di questa zona.

Avvicinandoci al colle del Lys iniziano a fare capolino le cime più alte del Rosa, a partire dalla Punta Dufour e la Punta Zumstein e finalmente si scorge sulla Punta Gniffetti l’inconfondibile sagoma scusa della Capanna Regina Margherita. Da colle si fa una brevissima discesa per passare sotto il versante Nord della Punta Parrot. Una prima rampa ripida conduce in prossimità del Colle Gniffetti, quindi con un ultimo sforzo si raggiunge finalmente la vetta.

Immancabile una visita all’interno del rifugio e impressionante la vista verso la Valsesia nel versante meridionale

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Q & A

Domande e risposte

 

  • Quanto devo essere allenato? Livello minimo

Il giorno della salita è necesario salire 1000 metri di dislivello in salita e 1300 in discesa. Essendo in quota, la salita sarà più impegnativa del normale.

Dovresti essere in grado di salire con un buon ritmo 1200 metri a quote più basse. Una volta che percorri agevolmente almeno 400 metri di dislivello all’ora a basse quote, pause comprese, puoi considerarti sufficientemente allenatə. Questo è il livello minimo.

  • Io cammino, ma a ritmo lento. Posso farlo?

Purtroppo in alta montagna ci sono tempi e tappe da rispettare. Si parte molto presto al mattino dal rifugio perchè la neve ha rigelato durante la notte e i ponti sui crepacci sono più sicuri.
È anche necessario scendere velocemente, perchè il caldo estivo fa degenerare la neve e rende tutto più rischioso. Inoltre è frequente che il meteo peggiori nel pomeriggio.

Quindi c’è una deadline di sicurezza oltre la quale, se si è molto lenti, si deve per forza tornare indietro anche se non si è arrivati in cima.

  • Come posso misurare il mio ritmo?

Un buon modo per capire il tuo livello di fitness è stabilire quanto si discosta il tuo tempo di percorrenza rispetto a un qualsiasi cartello di indicazione dei tempi su un sentiero. In genere questi cartelli stabiliscono i tempi per una passeggiata tranquilla e sono ampiamente sovrastimati.
Facciamo un esempio: se un cartello mi dice 4 ore per arrivare al rifugio, dovrò impiegarne non più di 3 /3:15. Se impiego 4 ore o più, allora non sono abbastanza allenato per affrontare salite di alta montagna.
Questo è un buon modo per capire che devi allenarti sulla velocità prima di approcciarti alla quota.

  • Come faccio ad allenarmi?

La corsa o la bici sono un buon modo per allenarti, in media tre volte a settimana.
Ricorda però che le sessioni di allenamento di solito sono brevi, dalla mezz’ora alle 1/2 ore. Le giornate in montagna invece sono molto lunghe, e i tempi di lavoro notevoli, arrivando ad essere anche di 8-10 ore.
Perciò è importante che ogni tanto alleni questo tipo di sforzo, fisico e mentale, con lunghi trekking a ritmi veloci.

  • Se uno del mio gruppo non ce la fa?

Purtroppo se si è su ghiacciaio nessuno può tornare indietro da solo e se qualcuno vuole scendere tutti dovranno rientrare.
Se hai un ritmo molto veloce e non vuoi aspettare o se sei particolarmente lentə e rischi di far tornare indietro tutto il gruppo considera di prendere la guida da solə.

  • Sono previsti rimborsi in caso di mancata vetta?

No. La guida alpina non ha l’obbligo del risultato, ma di riportarvi a casa incolumi. E’ garante della vostra sicurezza e prende le decisioni più adeguate a tal fine.

  • Quanto è difficile l’ascesa alla capanna Margherita?

La salita richiede un ottimo allenamento fisico, ma tecnicamente la via è semplice e la guida ti metterà in condizioni di affrontare le parti tecniche di attraversamento dei crepacci e il ripido traverso finale in elevata sicurezza. Di solito riescono tutti senza avere nessuna esperienza né di cramponage, né di arrampicata.

  • Temo i sentieri esposti, ce ne sono?

Sì, ci sono tratti ripidi su ghiacciaio, attraversamenti vicino a crepacci e un breve pendio ripido poco sotto la capanna Margherita.
Non lo diciamo per scoraggiarti, ma queste situazioni di esposizione sono anche la cifra di questo genere di salite: fa tutto parte dell’esperienza ed è il suo bello.
Sarai sempre legatə e assicuratə dalla guida senza correre rischi, pertanto ti suggeriamo di goderti queste inusuali emozioni.

  • Serve l’acclimatazione?

Sì, consigliamo di salire su montagne a quote elevate nelle due settimane precedenti la salita alla capanna Margherita. Un paio di cime di almeno 3000 metri, in due occasioni distinte, potrebbero essere l’ideale.
L’acclimatazione è un adattamento naturale del fisico durante il riposo nei giorni successivi all’attività e alla permanenza in quota. La produzione di globuli rossi aumenta e per una decina di giorni il vostro corpo sarà meno sotto stress per la mancanza di ossigeno.

  • Previsioni meteo

La guida controllerà le previsioni a partire da due giorni prima della salita e comunicherà la fattiblità della salita secondo il meteo. Le previsioni non sono affidabili troppo in anticipo.

  • Quanto freddo fa?

Essendo estate, salendo di quota può fare freddo come in inverno in pianura, quindi indicativamente 0°/-8°.
Non portare vestiti da sci, farà troppo caldo perché sarai sempre in movimento! Meglio preferire sempre cose sintetiche e o di piuma d’oca (a parità di peso sono più termiche e comprimibili), niente cotone o lana.
Riempire troppo lo zaino non farà altro che rallentarti la salita a causa del peso.

  • A che ora si parte dal rifugio?

In genere si fa colazione attorno alle 4:00 del mattino. L’orario potrebbe variare a seconda della stagione, temperature e possibili precipitazioni previste.
A giugno si parte prima rispetto a settembre perchè ci sono più ore di luce a disposizione (se partissimmo troppo presto a settembre, faremmo troppa parte del percorso al buio).

  • Quante pause faremo durante la salita?

Le pause sono sempre pochissime, due/tre circa.  Tieni conto che si sale legati insieme e se si ferma qualcuno si fermano tutti. Per assicurarsi di non essere troppo lenti e compromettere la salita è importante coordinare e accorpare le pause per gestire i bisogni vari (cibo, acqua, vestiti, etc.).

  • Che alimentazione devo preferire?

Quello che più ti piace. In genere si mangiano cose veloci come frutta secca, barrette e gel energetici. È sempre bene tenere qualcosa in tasca, in modo da mangiare qualcosa al volo durante le pause. Si beve acqua, o anche cose calde, ma ricorda che il thermos…pesa!

  • Come si calcolano i metri di dislivello?

In montagna il percorso si misura in metri di dislivello, ovvero la differenza di quota tra il punto di partenza e quello d’arrivo, considerando anche l’aumento sul totale in caso di discese lungo il percorso.
Si tiene inoltre in considerazione solo il dislivello positivo (D). Un’uscita che prevede una salita di 900 metri e una corrispettiva discesa, per esempio, sarà indicata come un’uscita di 900 m (900 D) e non di 1800 m.
La lunghezza del percorso di un’uscita in chilometri viene chiamata sviluppo, e si evidenzia solo se è particolarmente lungo (poiché segnalerebbe un guadagno di quota particolarmente lento dato da pendenze modeste o presenza di saliscendi).

Data

martedì 23 Luglio 8:00(am) - mercoledì 24 Luglio 4:00(pm)

Luogo

Gressoney - Valle d'Aosta

Costo

€ 195 a persona

Organizzatore

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