Tutorial Alpinismo – 8° Capitolo – Le Legature su Ghiacciaio

Le legature su ghiacciaio riguardano i nodi a palla e le distanze fra i componenti di una cordata.

Questo argomento riguarda la progressione su ghiacciaio su terreno pianeggiante o poco ripido.

 

Perché fare i nodi a palla?

Cosa accade se un componente cade dentro un crepaccio? La corda, scorrendo sul bordo, scava una sottile scanalatura su cui si va a fermare a tampone il nodo a palla. Quindi colui o coloro che trattengono la caduta sono agevolati nel loro compito.

La principale caratteristica di questo nodo e che non deve essere galleggiante.

Si costruisce doppiando la corda ed effettuando un nodo a 8.

Otterremo una specie di omino, formato da un’asola che consideriamo una testa con un lungo collo. Il nodo stesso  forma le spalle e il corpo, i due capi di corda che escono formano le gambe.

Prendiamo la testa con il lungo collo e la pieghiamo in avanti sul petto (non dietro le spalle mi raccomando), la giriamo prima sotto le gambe, poi dietro la schiena e poi ancora sotto le spalle. Se la corda è fine e abbiamo lasciato la testa abbastanza lunga, possiamo fare un altro giro.

A che distanza mettere i nodi a palla.

Faccio qualche esempio di legature su ghiacciaio:

Cordata a 2

E’ potenzialmente quella più a rischio, infatti se uno dei componenti finisce dentro un crepaccio, abbiamo il 50% della cordata in difficoltà.

Ipotizziamo che la corda sia tenuta tutta da uno dei due, filata in un sacco, dentro allo zaino. L’altro componente si lega al capo, dal suo nodo si lasciano 3 metri, si fa un nodo a palla, senza intaccare la distanza, poi altri due metri e se ne fa un altro. Dopo di che si sfilano altri 3 metri di corda e chi ha la corda si lega con un autobloccante machard, o un bloccante meccanico con asola tampone subito dopo oppure un nodo bulino. Subito dopo il sistema di legatura, nella direzione del compagno installiamo il cordino da ghiacciaio, il resto della corda è nello zaino.

Cordata a 3

Nel caso la cordata sia da tre componenti possiamo ridurre le distanze.

Il primo si lega al capo, si sfilano 3 metri di corda, si fa un nodo a palla, si sfilano altri 3 metri e leghiamo con asola distanziatrice e bulino il secondo componente. Da lui si sfilano 3 metri, si fa un nodo a palla, si sfilano altri tre metri e chi tiene la corda si lega sempre allo stesso modo (machard o bloccante o bulino, asola tampone verso il sacco della corda e cordino da ghiacciaio verso il secondo compagno).

Cordata a 4

Si sfilano tre metri, si fa un nodo a palla, si sfilano altri 3 metri, leghiamo il secondo di cordata con asola distanziatrice e bulino, si sfilano 3 metri e leghiamo i terzo con asola distanziatrice e bulino (senza nodi a palla intermedi!). Dopo di che si sfilano 3 metri e si lega il quarto con bloccante machard.

La cosa importante è tenere la corda tesa, così in caso di caduta non ci sono accelerazioni.

Quelle che ho indicato sono le distanze minime, ma se il ghiacciaio è molto crepacciato e pericoloso possiamo allungarle e aggiungere nodi a palla.

Se questo tutorial ti è piaciuto potresti essere interessato anche alla costruzione del cordino da ghiacciaio.

Potete vedere tutti i tutorial e anche altri nostri video sul nostro canale youtube

error: Contenuto protetto
X
X