Le tue Guide Alpine in Emilia Romagna, Liguria e Toscana

Fila di scarpette da arrampicata di diversi modelli appoggiate su roccia in falesia

Come scegliere le scarpette da arrampicata: dal primo paio ai modelli avanzati

Scegliere le scarpette da arrampicata giuste significa partire da tre criteri: livello di esperienza, forma del piede e tipo di arrampicata che vuoi praticare. Per il primo paio cerca scarpette comode, simmetriche e con suola piatta, della tua taglia abituale o al massimo un numero in meno. Mai prendere scarpette dolorose all’inizio: il piede non è ancora pronto per modelli tecnici e il dolore distoglierebbe l’attenzione dall’apprendimento.

In breve

  • Primo paio: scarpette comode, simmetriche, suola piatta, taglia abituale o un numero in meno
  • Secondo paio: leggermente asimmetriche e arcuate, scegliere in base alla disciplina preferita
  • Modelli avanzati: molto asimmetrici e arcuati, specifici per boulder, falesia o vie lunghe
  • Manutenzione: risuolare al momento giusto allunga la vita delle scarpette di anni

Le 3 cose da sapere prima di comprare le tue prime scarpette

Il primo acquisto è il più delicato perché parte da zero esperienza. Tre principi guidano la scelta.

Vai in negozio fisico, almeno la prima volta

L’acquisto online è una pessima idea per il primo paio. Ogni piede ha forma diversa e ogni marca usa orme differenti: provare di persona è l’unico modo per capire cosa va bene. Una volta trovato il modello e la taglia che funzionano, l’online diventa una valida alternativa per i riacquisti successivi.

Niente scarpette dolorose all’inizio

Diffida di chi prova a venderti scarpette molto strette per il primo paio. Capita che alcuni venditori consiglino due o tre numeri in meno rispetto alla taglia quotidiana: per un principiante è la scelta sbagliata. Se le scarpette fanno molto male, l’attenzione finirà sul dolore e non sulle tecniche di arrampicata, che sono la cosa che davvero serve imparare.

Versatilità prima della specializzazione

Esistono modelli specifici per bouldering, monotiri in falesia, indoor, vie lunghe e fessura. Un climber alle prime esperienze non sa ancora quale disciplina preferirà: comprare una scarpetta troppo specifica fin dall’inizio è prematuro. I modelli specialistici richiedono inoltre un piede già abituato a posizioni e posture che si sviluppano nel tempo.

Scarpette da arrampicata per principianti: caratteristiche consigliate

Per il primo paio cerca queste caratteristiche tecniche.

Lunghezza

Al massimo un numero in meno della taglia quotidiana, spesso anche la taglia identica. Dipende dal modello scelto e dalla forma del tuo piede.

Forma

Simmetrica e dritta. La scarpetta deve seguire la forma naturale del piede senza forzature.

Tomaia

In pelle: si adatta meglio a un piede non ancora abituato all’arrampicata. Alcuni marchi usano microfibra anche su modelli da principianti: in quel caso la scarpetta sarà più rigida e tenderà a mantenere la forma nel tempo.

Suola

Intera, piatta e non arcuata. Una suola rigida con profilo piatto sostiene meglio il peso del corpo, anche a scapito di un po’ di precisione che a inizio percorso non è prioritaria.

Chiusura

A velcro: più comoda da indossare e togliere, soluzione ideale per il primo paio.

Tipo di gomma

Solitamente Vibram XS Edge. È un compromesso tra durata e aderenza adatto al primo livello.

Modelli consigliati per principianti

Tra i modelli più diffusi: La Sportiva Tarantula, Scarpa Velocity, Ocun Striker, Tenaya Ra, Wild Climb First Step, Simond First Climb. Sono molto versatili: vanno bene dalla palestra indoor alla falesia fino a vie lunghe non troppo impegnative.

Tabella comparativa: principianti, intermedi, avanzati

Una sintesi visiva delle differenze tra i tre livelli per orientarti rapidamente.

Caratteristica Principiante Intermedio Avanzato
Lunghezza Taglia abituale o un numero in meno Uno o un numero e mezzo in meno Variabile, anche più numeri in meno
Forma Simmetrica e dritta Leggermente asimmetrica e arcuata Molto asimmetrica e molto arcuata
Tomaia Pelle Pelle o microfibra Microfibra (per maggiore tenuta nel tempo)
Suola Intera, piatta, rigida Intera o divisa, intersuola variabile Da molto morbida (boulder) a rigida (falesia, vie lunghe)
Chiusura Velcro Lacci o velcro Lacci, velcro o ballerina secondo disciplina
Gomma Vibram XS Edge XS Edge o Rubber Durability Vibram XS Grip 2, AltAderenza, Wild Rubber
Esempi modelli La Sportiva Tarantula, Scarpa Velocity La Sportiva Katana, Scarpa Veloce, Tenaya Oasi La Sportiva Solution, Scarpa Drago LV, Wild Climb Pegaso

Tipi di suola: intera, tre quarti e mezza suola

La costruzione della suola cambia molto il comportamento della scarpetta. Conoscere le tre tipologie principali aiuta a capire cosa stai comprando.

Tipi di suola delle scarpette da arrampicata a confronto: mezza suola, suola tre quarti, suola intera e profilo laterale
Le tre costruzioni della suola a confronto: mezza suola, suola tre quarti e suola intera, con il profilo laterale della scarpetta.

Suola intera: copre tutta la pianta del piede. È la più rigida e la più stabile, sostiene bene il peso del corpo ed è la scelta tipica del primo paio e dei modelli da vie lunghe.

Suola tre quarti: copre la parte anteriore e si ferma prima del tallone. Offre un buon compromesso tra sostegno e flessibilità, lasciando lavorare di più l’avampiede.

Mezza suola: copre solo la zona delle dita e dell’avampiede. È la più flessibile e sensibile, permette di deformare la scarpetta sugli appoggi ed è preferita su modelli morbidi da boulder e da indoor.

Il profilo laterale della scarpetta completa la lettura: insieme alla suola determina quanto la scarpetta è piatta o arcuata, una caratteristica che cresce di importanza man mano che si sale di livello.

Attenzione a non confondere questi tre tipi con la suola divisa. Quest’ultima indica una suola costruita in due parti separate, anteriore e tallone, per dare più precisione, ed è una caratteristica indipendente da quanta pianta del piede copre la gomma.

Il secondo paio di scarpette: cosa cambia

Quando arrivi al secondo acquisto hai già un’idea più chiara di cosa ti piace e di come reagisce il tuo piede. La scelta diventa più tecnica.

Capire la disciplina preferita

Dopo qualche mese di arrampicata sai dove ti diverti di più: monotiri in falesia, bouldering, vie lunghe o indoor. Avere idee chiare sulla tua disciplina principale aiuta a scegliere il modello giusto. Se non hai ancora preferenze nette, orientati su modelli generalisti ma più strutturati del primo paio.

La forma del piede

Considera in modo più approfondito le caratteristiche del tuo piede:

  • Piede egizio: il secondo dito è più corto del primo (è la forma più diffusa)
  • Piede romano: primo e secondo dito hanno la stessa lunghezza
  • Piede greco: il secondo dito è più lungo del primo (alluce più corto)
  • Piede piatto: arco plantare scarso o assente
  • Piede cavo: arco plantare accentuato
  • Piede normale: arco plantare di altezza media

Inizia anche a valutare la differenza tra modelli femminili e maschili. Praticamente tutte le aziende producono entrambe le versioni dei loro modelli principali.

Caratteristiche tecniche del secondo paio

Puoi iniziare a scendere di un numero o un numero e mezzo, tenendo presente il materiale della tomaia: la pelle si dilata nel tempo e la scarpetta diventa via via più comoda, mentre la microfibra mantiene le sue caratteristiche più a lungo. Acquistare un modello in microfibra molto stretto potrebbe non essere una buona idea.

Iniziano ad apparire suole divise (parte anteriore e tallone) che garantiscono maggiore precisione. La rigidità dipende soprattutto da spessore e durezza dell’intersuola. La chiusura a lacci permette regolazione più precisa nelle varie zone del piede, mentre velcro o ballerine sono più rapidi nel “metti e leva” utile sulle vie lunghe.

Modelli consigliati per intermedi

La Sportiva Katana, Scarpa Veloce, Ocun Jett QC, Tenaya Oasi, Wild Climb Pantera 2.0.

Scarpette per climber esigenti

A questo livello le idee sulla disciplina preferita sono nette e probabilmente possiedi già più di un paio di scarpette, soprattutto se pratichi diverse specialità (indoor, boulder, competizioni, monotiri o vie lunghe).

Modelli per boulder indoor

Per il boulder indoor di alto livello servono scarpette molto morbide, con intersuola assente o leggera, capaci di “spalmare” il piede sui volumi: La Sportiva Theory, Scarpa Veloce o Drago LV, Ocun Fury.

Modelli per lead indoor di alto livello

Wild Climb Artemis, La Sportiva Ondra Comp, Mandala, Genius, Skwama, Solution Comp, Scarpa VSR Blue.

Modelli per attività outdoor

Per boulder outdoor, monotiri in falesia di alta difficoltà o vie lunghe impegnative: Wild Climb Pegaso e Pantera 2.0, La Sportiva Solution, Scarpa Furia, serie Instinct e serie Vapor.

Tecnologie particolari: linea no-edge e scarpette per fessura

La linea no-edge di La Sportiva non ha la classica suola sul fondo: la gomma sale e avvolge le dita del piede. Suola sottile e molto deformabile che aumenta la sensibilità sui piccoli appoggi. Indicata per scalata a vista dove la velocità di movimento ha più importanza della precisione assoluta.

Per l’arrampicata in fessura esistono modelli specifici con pareti più alte che proteggono i malleoli, talvolta con zone imbottite: Scarpa Generator Mid, La Sportiva TC Pro.

Manutenzione delle scarpette da arrampicata

Una corretta manutenzione fa la differenza tra scarpette che durano sei mesi e scarpette che, ben tenute, possono accompagnarti per anni. La risuolatura tempestiva è il singolo fattore più importante.

Quando risuolare le scarpette

La suola si consuma con l’utilizzo, esattamente come il battistrada di una gomma. Quando il battistrada finisce, le gomme vanno sostituite. Lo stesso vale per le scarpette: quando la suola è finita, vanno risuolate. Una scarpetta ben mantenuta può essere risuolata anche tre o quattro volte.

Riconoscere il momento giusto è semplice se sai cosa guardare. Questi tre stati di consumo ti aiutano a capire a che punto sono le tue scarpette.

Confronto tra tre stati di consumo della suola di una scarpetta da arrampicata: buono, da risuolare, bucato
I tre stati di consumo della suola: in buono stato, da risuolare, da riparare urgentemente.
Puntale di scarpetta da arrampicata blu in buono stato, divisione netta tra suola e gomma
Foto 1: la suola è ancora in buono stato, la divisione tra suola e gomma del puntale è netta. La scarpetta può essere ancora utilizzata.
Puntale di scarpetta da arrampicata gialla con gomma consumata e arrotondata, da risuolare
Foto 2: la scarpetta deve essere risuolata. La gomma sotto il puntale è arrotondata e consumata. Continuando a usarla si rischia di bucare il puntale.
Puntale di scarpetta da arrampicata bucato per consumo eccessivo della suola
Foto 3: consumo eccessivo, suola bucata a livello del puntale. Oltre alla risuolatura serve una riparazione del puntale che pregiudica per sempre la struttura e la performance della scarpetta.

Quando indossare le scarpette

In falesia, su massi o indoor, le scarpette si indossano solo durante l’arrampicata. Si infilano appena prima di partire e si tolgono al termine del tiro o del boulder. Mai camminare con le scarpette ai piedi: la struttura si rovina e la suola si consuma molto più velocemente.

Sulle vie lunghe il discorso è diverso perché si è costretti a tenerle per periodi prolungati. In quel caso i modelli con chiusura a strap (velcro) sono più comodi: permettono di aprire le scarpette in sosta, stallonare e far riposare il piede.

Come pulire e conservare le scarpette

Dopo una giornata di arrampicata torni a casa con scarpette sporche di terra, polvere e magnesite. Per pulirle:

  1. Spazzola morbida per rimuovere lo sporco esterno
  2. Panno umido sull’esterno e all’interno, eventualmente con sapone neutro
  3. Risciacquo accurato
  4. Asciugatura in luogo arieggiato, lontano da luce diretta del sole e fonti di calore (stufe, termosifoni)

Pulire l’interno previene il classico cattivo odore causato dai batteri che proliferano in ambiente caldo-umido. Per evitare cattivi odori non lasciare le scarpette nello zaino o nel baule dell’auto, dove le temperature salgono facilmente. Si possono usare profumatori naturali.

Errori da evitare con le scarpette da arrampicata

  • Comprare il primo paio online senza averle mai provate
  • Acquistare scarpette troppo strette per “fare prima”
  • Scegliere un modello specialistico al primo acquisto
  • Camminare con le scarpette in avvicinamento o tra un tiro e l’altro
  • Lasciare le scarpette nello zaino o in auto al sole
  • Aspettare che la suola sia bucata prima di risuolare
  • Lavarle in lavatrice o asciugarle al sole

Stai per comprare le tue prime scarpette?

Se le stai cercando perché vuoi cominciare ad arrampicare in falesia, il Corso Base di Arrampicata su Roccia è il punto di partenza giusto. Quattro giorni con guide alpine UIAGM, gruppi piccoli, attrezzatura inclusa (anche le scarpette in noleggio se ne sei sprovvisto), nelle migliori falesie scuola di Emilia-Romagna, Liguria e Toscana.

Vuoi prima provare? Una giornata al Muzzerone o a Civago ti permette di capire se l’arrampicata fa per te prima di investire in attrezzatura.

Domande frequenti sulle scarpette da arrampicata

Quanto strette devono essere le scarpette da arrampicata?

Per il primo paio, della tua taglia abituale o al massimo un numero in meno. Devono essere aderenti ma non dolorose: il dolore distoglie l’attenzione dall’apprendimento. Per scarpette più tecniche di livello successivo si scende di uno o un numero e mezzo, mai di più all’inizio.

Ogni quanto si risuolano le scarpette da arrampicata?

Non c’è una frequenza fissa: dipende da quanto arrampichi. La regola è osservare la suola e il puntale: quando la gomma sotto il puntale inizia ad arrotondarsi è il momento giusto. Aspettare che si buchi compromette la struttura della scarpetta. Una scarpetta ben mantenuta può essere risuolata tre o quattro volte.

Che differenza c’è tra scarpette da indoor e da falesia?

Le scarpette indoor di alto livello sono molto morbide per “spalmarsi” sui volumi delle resine. Quelle per falesia variano: morbide per boulder outdoor, medio-rigide o rigide per monotiri di alta difficoltà e vie lunghe. Per chi inizia, un modello generalista va bene per entrambi i contesti.

Pelle o microfibra: quale tomaia scegliere?

La pelle si dilata nel tempo: la scarpetta inizialmente più stretta diventa via via più comoda. La microfibra mantiene le caratteristiche più a lungo. Per il primo paio la pelle è più indulgente, per il secondo paio in microfibra meglio non scegliere troppo stretto.

Posso camminare con le scarpette da arrampicata?

No. Le scarpette si indossano solo durante l’arrampicata e si tolgono appena terminato il tiro. Camminare rovina la struttura e consuma rapidamente la suola. Sulle vie lunghe, dove sei costretto a tenerle per ore, scegli modelli a velcro che permettono di aprirle e stallonarle in sosta.

Come si lavano le scarpette da arrampicata?

Spazzola morbida per lo sporco grossolano, panno umido con sapone neutro per esterno e interno, risciacquo, asciugatura in luogo arieggiato lontano da sole e fonti di calore. Mai lavatrice. La pulizia interna previene cattivi odori da proliferazione batterica.

Esistono scarpette da arrampicata per donna?

Sì. Quasi tutte le aziende producono versioni maschili e femminili dei modelli principali, con orme adattate alle differenze anatomiche del piede femminile (in genere più stretto al tallone e con avampiede meno largo).

Quanto costano delle buone scarpette da arrampicata?

Per il primo paio i prezzi vanno tipicamente da 70 a 110 euro. Modelli intermedi 110-150 euro. Modelli avanzati 150-200 euro. La risuolatura, che permette di prolungare la vita di anni, costa tra 30 e 50 euro a paio.

Che differenza c’è tra suola intera, tre quarti e mezza suola?

Cambia quanta pianta del piede copre la gomma e di conseguenza la rigidità della scarpetta. La suola intera copre tutta la pianta, è la più rigida e stabile, tipica del primo paio e dei modelli da vie lunghe. La suola tre quarti si ferma prima del tallone ed è un compromesso tra sostegno e flessibilità. La mezza suola copre solo dita e avampiede, è la più morbida e sensibile, preferita su modelli da boulder e indoor. È una caratteristica diversa dalla suola divisa, che indica una suola costruita in due parti separate, anteriore e tallone.

Approfondimenti

Se ti stai avvicinando all’arrampicata in falesia, leggi anche le 10 regole non scritte per arrampicare in falesia firmate dalla guida alpina Carlo Alberto Montorsi. E se vuoi capire cos’è esattamente una falesia, abbiamo una guida dedicata.

Condividi la Notizia

Richiedi informazioni

Compila il modulo sottostante per avere informazioni sulle attività o corsi, ti risponderemo al più presto!

Carlo Alberto
Contenuto Tecnico Revisionato ⏱️ 17 min lettura

Carlo Alberto

Guida Alpina Maestro di Alpinismo IFMGA

Tabella dei Contenuti