Oppio Colnaghi – Pizzo d’Uccello – Alpi Apuane.

La via Oppio Colnaghi al Pizzo d’Uccello è la salita classica più prestigiosa delle Alpi Apuane. Tramite una linea logica di fessure, supera con difficoltà contenute la parete Nord del Pizzo d’Uccello, la più imponente del gruppo.

La difficoltà non supera il V+, ma la lunghezza dell’itinerario e la vastità della parete fanno sì che questa via sia ancora oggi temuta e rispettata.

Difficoltà:

Difficile e lunga, è richiesto un ottimo allenamento e precedente esperienza su vie lunghe di arrampicata su roccia. E’ necessario avere un livello tecnico di arrampicata di almeno il 5c in falesia

Periodo:

da maggio a settembre

 

Oppio Colnaghi Pizzo d'Uccello
verso l’inizio delle difficoltà

Costo:

€ 500 una persona 

€ 300 con due persone 

La quota comprende:

Accompagnamento della guida alpina

La quota NON comprende:

Spese della guida a carico del/dei clienti.

Minimo partecipanti:

Massimo 2 persone per guida

Materiale necessario:

Casco, imbraco, scarpette da arrampicata, piccolo zaino con viveri da corsa, acqua e giacca

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Descrizione della via Oppio Colnaghi:

Prima parte

L1-L2: La via attacca sotto la verticale della vetta. Con due tiri con difficoltà massima di IV si raggiunge la rampa obliqua.

L3-L4: Si segue la rampa verso sinistra per due lunghi tiri (il primo facile, il secondo passaggio di IV).

Oppio Colnaghi - Pizzo d'Uccello
Il tracciato della via sulla parete

L5-L8: Un breve risalto porta in un catino alla base del canale-camino dove si sviluppa la seconda parte della via. Si segue il colatoio o le placche alla sua sinistra per circa 3 tiri, fino a che esso si restringe e si raddrizza in un camino poco invitante. Si sale un tiro ripido e incassato nel camino spesso umido fino al piccolo ripiano di “lotta continua”; in questo tiro troviamo i primi passaggi di V. 

L9: Siamo a una biforcazione, varie fessure partono a raggiera da questo punto: si sale la fessura più a destra, con passaggi ripidi ma sempre appigliati, dopo qualche metro più appoggiato si intravede a sinistra la possibilità di traversare per rientrare nella fessura di fianco. Si segue questa intuizione e quindi si prosegue ancora qualche metro nel camino fino a sostare. Bel tiro, forse il più interessante di tutta la via

L10: Si prosegue nel camino, compatto e slavato, ma appena possibile con un passaggio atletico ci si sposta a sinistra su uno spigoletto che si segue fino ad un terrazzino.

L11-L12: Si sale prima in obliquo a sinistra su una specie di spalla, si oltrepassano i gradoni di “potere alle masse” e quindi obliquando verso destra ci si dirige alla base di un grande diedro verticale e fessurato.

Seconda parte

L13-L14: Salire il diedro, preferibilmente lungo la netta fessura di sinistra, fino a sostare alla fine della zona più ripida. Si procede obliquando sempre più verso sinistra e alla fine attraversando orizzontalmente, fino alla base di un’altra fessura, che sarà la direttrice della successiva porzione di via.

L14-L18: si sale il colatoio con circa 4 tiri impegnativi fino a raggiungere la selletta tra la parete e il “Gran Pilastro”.

L19-L20: ora si punta decisamente verso la vetta, prima lungo uno spigolino di roccia instabile, quindi dopo essersi spostati qualche metro a destra lungo un caminetto e quindi su facili placche che conducono alla cresta sommitale.

Contatti

Guide Alpine White&Blue

cell. +39 347 187 5566

info@wbguides.com

 

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