Le tue Guide Alpine in Emilia Romagna, Liguria e Toscana
Uscita
Prezzo
€ 520 a persona
Durata
6 GG
Partecipanti
5-6 x Guida
Difficoltà
Facile ●●○○○
Il campo estivo per bambini a Civago è un’esperienza formativa di 6 giorni nell’Appennino Reggiano dedicata a ragazzi dai 10 ai 13 anni che desiderano vivere un’autentica avventura in montagna sotto la guida di guide alpine certificate UIAGM-IFMGA. Questa proposta di outdoor education si svolge nel cuore della Valle del Dolo, tra le valli e i boschi dell’Appennino Tosco-Emiliano, offrendo ai partecipanti l’opportunità di sviluppare competenze di montagna di base, autonomia personale e capacità di orientamento attraverso un programma strutturato che alterna arrampicata sportiva, escursionismo, torrentismo, bivacco in tenda e orienteering e vie ferrate.
Civago, situata a 1.000 metri di altitudine nella provincia di Reggio Emilia, costituisce la base operativa perfetta per un campo avventura bambini grazie alla sua posizione strategica nell’Appennino Reggiano. Il territorio offre accessi diretti a pareti di arrampicata naturali, torrenti adatti al canyoning didattico, sentieri escursionistici CAI di diversa difficoltà e aree boschive perfette per attività di orientamento con carta e bussola. Le formazioni rocciose arenaria macigno, i boschi di faggio e abete bianco e i corsi d’acqua della Valle del Dolo forniscono il contesto naturale ideale per introdurre i giovani partecipanti alle discipline alpinistiche in sicurezza, con un rapporto guida-partecipanti di 1:6 che garantisce supervisione costante e apprendimento personalizzato.
L’approccio pedagogico del campo estivo WB Guides si basa sulla metodologia esperienziale applicata all’outdoor education, dove ogni attività proposta diventa occasione di apprendimento pratico, crescita personale e sviluppo di soft skills fondamentali come problem solving, lavoro di squadra, gestione dell’emotività e rispetto per l’ambiente naturale. Le guide alpine accompagnano i bambini attraverso un percorso progressivo che parte dalle basi della sicurezza in montagna, sempre calibrando le proposte sulle capacità individuali del gruppo. Ogni giornata diventa un’opportunità di scoperta del territorio appenninico, sfida personale e divertimento consapevole in ambiente montano.
Il programma giornaliero del campo estivo integra attività sportive di montagna con momenti ludico-educativi e vita di gruppo, creando un equilibrio tra apprendimento di skills specifiche e esperienze di socializzazione che rafforzano le dinamiche di gruppo e l’autonomia individuale. La giornata tipo prevede sveglia alle 7:30, colazione insieme, attività outdoor dalle 9:00 alle 17:00 con pausa pranzo al sacco in ambiente, rientro alla struttura base a Civago per doccia e tempo libero, cena alle 19:30 seguita da attività serali come giochi di gruppo, racconti di montagna e preparazione per il giorno successivo, instaurando routine che sviluppano senso di responsabilità e organizzazione personale.
Le attività principali del campo avventura includono progressione su vie ferrate, arrampicata sportiva su falesie naturali attrezzate dell’Appennino Reggiano, torrentismo in canyon facili con calate su corda, escursioni di più giorni con pernottamento in tenda, orienteering nei boschi della Valle del Dolo con uso di carta topografica IGM e bussola, e giochi di squadra a tema avventura che mantengono alta la motivazione dei partecipanti. Ogni attività viene preceduta da un’introduzione delle guide alpine sulle procedure di sicurezza, l’uso corretto dell’attrezzatura tecnica e i comportamenti da adottare, seguendo una progressione didattica che valorizza i successi individuali e incoraggia i ragazzi a mettersi alla prova in ambiente protetto.
L’alloggio a Civago presso la struttura convenzionata garantisce comfort adeguato e gestione logistica ottimale, con camere multiple che favoriscono la socializzazione, bagni in condivisione, sala comune per attività indoor e pasti bilanciati preparati in base alle esigenze nutrizionali dei giovani sportivi. La cucina propone menù equilibrati che tengono conto del dispendio energetico delle attività giornaliere in montagna, integrando prodotti locali dell’Appennino Reggiano e rispettando eventuali intolleranze alimentari o scelte dietetiche dei partecipanti. L’atmosfera informale dei pasti diventa momento di condivisione delle esperienze vissute e rafforzamento dei legami di gruppo sotto la supervisione costante delle guide alpine che gestiscono anche gli aspetti educativi della convivenza.
Il campo estivo avventura WB Guides a Civago si distingue per il focus sulle attività alpinistiche, non solo sulla semplice animazione ricreativa: i bambini non sono intrattenuti passivamente, ma diventano protagonisti attivi del proprio apprendimento outdoor, facendo esperienze alpinistiche reali spendibili in contesti montani futuri. La presenza esclusiva di guide alpine professioniste UIAGM-IFMGA, l’utilizzo di attrezzature tecniche certificate CE e la gestione della sicurezza secondo i protocolli alpinistici internazionali garantiscono standard qualitativi elevati che trasformano questa esperienza in un vero percorso formativo di outdoor education nell’Appennino Reggiano, dove avventura e responsabilità si integrano perfettamente per creare ricordi indelebili e competenze durature nei giovani partecipanti. Scopri di più sull’esperienza del campo estivo a Civago nel nostro articolo dedicato.
PROGRAMMA DELL'ATTIVITÀ
COSA PREVEDE L'ESPERIENZA
Il campo estivo per bambini inizia con l’arrivo dei partecipanti al punto di ritrovo concordato, seguito dal trasferimento verso la Pietra di Bismantova, iconica formazione rocciosa dell’Appennino Reggiano che si erge a 1.047 metri di altitudine.(Scopri le nostre esperienze di arrampicata sulla Pietra di Bismantova). Questa imponente parete verticale, simbolo geologico della provincia di Reggio Emilia, rappresenta la location ideale per l’introduzione all’arrampicata sportiva e permette alle guide alpine di effettuare una prima valutazione delle capacità tecniche e dell’attitudine dei giovani partecipanti. Durante la mattinata, dopo il briefing iniziale sulla sicurezza e la distribuzione dell’attrezzatura tecnica certificata, i ragazzi apprendono i fondamenti della progressione su roccia: uso corretto dell’imbrago, tecniche di assicurazione di base, posizionamento del corpo e dei piedi sulla parete. Le vie di arrampicata a Bismantova utilizzate per l’attività didattica sono selezionate in base al livello del gruppo, privilegiando settori con difficoltà semplici e protezioni adeguate che permettono ai bambini di sperimentare la roccia in sicurezza.
Nel pomeriggio, dopo il pranzo al sacco consumato ai piedi della Pietra con vista panoramica sulla montagne attorno, il gruppo si trasferisce a Civago, località situata a 1.000 metri di altitudine nella Valle del Dolo che costituirà la base operativa per i giorni successivi. All’arrivo presso la casa vacanze Il Bucaneve, struttura convenzionata che ospiterà il gruppo per tutta la durata del campo avventura, vengono assegnate le camere e fornite le informazioni sulla gestione degli spazi comuni, gli orari dei pasti e le regole di convivenza. La serata si conclude con la cena, un primo momento di socializzazione tra i partecipanti e una descrizione del programma del giorno successivo, seguito dalla preparazione dello zaino per l’escursione alla ferrata del Barranco del Dolo.
La seconda giornata del campo estivo a Civago è dedicata alla via ferrata del Barranco del Dolo, percorso attrezzato che si sviluppa nelle immediate vicinanze della base operativa e rappresenta un’introduzione ideale alle tecniche di progressione su vie ferrate per giovani alpinisti. Dopo la colazione alle 7:30 presso la casa vacanze, il gruppo si prepara con l’equipaggiamento specifico per le ferrate: imbrago, kit da ferrata con dissipatore e casco, tutti forniti dall’organizzazione e verificati dalle guide alpine. Il trasferimento all’attacco della ferrata avviene a piedi con una breve camminata di avvicinamento che permette ai ragazzi di effettuare un adeguato riscaldamento muscolare e di familiarizzare con il territorio circostante della Valle del Dolo.
La ferrata del Barranco del Dolo presenta caratteristiche tecniche ideali per l’apprendimento delle tecniche di progressione su via ferrata: sviluppo verticale moderato, esposizione controllata, passaggi tecnici che permettono alle guide alpine di insegnare progressivamente l’uso corretto del kit da ferrata, il posizionamento dei moschettoni lungo il cavo, la gestione dell’equilibrio sulle staffe e sulla roccia. I partecipanti sperimentano diverse tipologie di passaggi caratteristici delle vie attrezzate: gradini metallici, traversi e creste, sempre sotto la supervisione diretta delle guide che mantengono un rapporto di 1:6 garantendo assistenza personalizzata e intervento immediato in caso di difficoltà. Durante la progressione, le guide forniscono feedback costanti sulla tecnica, incoraggiano i ragazzi a superare i momenti di difficoltà emotiva legati all’esposizione e valorizzano i progressi individuali, trasformando ogni passaggio tecnico in un’opportunità di crescita personale e acquisizione di fiducia nelle proprie capacità.
Il rientro alla casa vacanze Il Bucaneve avviene nel primo pomeriggio, con tempo a disposizione per la doccia, il riposo e attività ricreative libere negli spazi comuni della struttura. La cena viene seguita da un’attività serale di gruppo e alla preparazione dell’escursione di due giorni nell’alto Appennino prevista per i giorni successivi: le guide illustrano il percorso sulla carta topografica IGM, forniscono informazioni sul pernottamento in tenda non lontano dal lago della Bargetana e coinvolgono i ragazzi nella preparazione degli zaini, insegnando i principi di distribuzione del carico, selezione dell’equipaggiamento essenziale e organizzazione del materiale personale per un’escursione di più giorni con bivacco.
Il terzo e quarto giorno del campo estivo nell’Appennino Reggiano rappresentano un momento significativo dell’esperienza: un’escursione di due giorni nell’alto Appennino con pernottamento in tenda nei pressi del lago Bargetana, situato a circa 1.860 metri di altitudine, con eventuale ascensione alla vetta del Monte Prado, che con i suoi 2.054 metri costituisce la terza cima più elevata dell’Appennino Tosco-Emiliano e una delle vette più iconiche dell’intero sistema appenninico settentrionale. La partenza dalla base di Civago avviene nella mattinata del terzo giorno, dopo una colazione particolarmente abbondante che tiene conto del dispendio energetico previsto per la giornata di trekking con zaino. I partecipanti trasportano negli zaini il proprio equipaggiamento personale, il sacco a pelo, il materassino, gli indumenti di ricambio e una parte del materiale comune come tende, fornelli e viveri, sperimentando per la prima volta la gestione di uno zaino da trekking di più giorni e l’autonomia necessaria per un’escursione con bivacco in quota.
Il percorso di avvicinamento al lago della Bargetana si sviluppa lungo sentieri CAI che attraversano diverse fasce altitudinali, partendo dai boschi di faggio della Valle del Dolo per salire progressivamente verso le praterie d’alta quota e gli ambienti rocciosi delle creste appenniniche. Durante la progressione, le guide alpine illustrano le tecniche di orientamento con carta e bussola, insegnando ai ragazzi a leggere la cartografia topografica, identificare i principali riferimenti orografici, calcolare i tempi di percorrenza in base al dislivello e riconoscere i segnavia del Club Alpino Italiano. La camminata diventa così un’esperienza formativa completa dove l’aspetto fisico dell’escursionismo si integra con l’apprendimento di competenze tecniche di orientamento e lettura del territorio. Il ritmo della marcia viene calibrato dalle guide in base alle capacità del gruppo, prevedendo pause regolari per il recupero.
L’arrivo al lago della Bargetana nel pomeriggio permette al gruppo di organizzare il campo base per il pernottamento: i ragazzi vengono coinvolti attivamente nel montaggio delle tende, sperimentando le dinamiche della vita in ambiente montano. Le guide alpine supervisionano tutte le operazioni fornendo indicazioni tecniche sul corretto posizionamento delle tende, la scelta del terreno più idoneo, la gestione dei viveri e le norme comportamentali per il rispetto dell’ambiente naturale ad alta quota. Il pomeriggio offre tempo per attività ricreative presso il lago, giochi di gruppo e un momento di riposo prima della cena preparata con i fornelli da campo. La serata in quota rappresenta un momento particolarmente significativo dell’esperienza: lontani dalla vita quotidiana, circondati dal silenzio della montagna e immersi nell’oscurità naturale priva di inquinamento luminoso, i ragazzi sperimentano il contatto autentico con l’ambiente montano, con possibilità di osservazione astronomica delle costellazioni guidata dalle guide e racconti di storie di montagna attorno al bivacco.
Il quarto giorno inizia all’alba con la sveglia anticipata per approfittare delle condizioni meteorologiche ottimali e della freschezza mattutina. Dopo una colazione rapida ma nutriente, il gruppo parte per l’ascensione al Monte Prado, lasciando al campo base il materiale non necessario per la salita. Il percorso verso la vetta si sviluppa su sentiero CAI. Le guide alpine adattano il ritmo di salita alle capacità del gruppo. L’arrivo in vetta al Monte Prado a 2.054 metri rappresenta un momento culminante dell’esperienza: dal punto più alto dell’Appennino settentrionale lo sguardo spazia a 360 gradi sulle creste appenniniche, le Alpi Apuane, il Mar Ligure e, nelle giornate più limpide, fino alle Alpi occidentali e alle isole.
La discesa verso il campo base al lago della Bargetana permette di recuperare l’equipaggiamento e proseguire il rientro verso Civago, dove il gruppo arriva nel tardo pomeriggio. Dopo le docce e un meritato riposo, la cena diventa momento di condivisione delle emozioni vissute durante i due giorni di escursione, con i ragazzi che raccontano le proprie impressioni, le difficoltà superate e i momenti più significativi dell’avventura in quota. La serata viene dedicata al recupero fisico e alla preparazione per l’attività adrenalinica del giorno successivo: la discesa del canyon del torrente Dolo.
Il quinto giorno del campo estivo a Civago è dedicato a una delle attività più entusiasmanti e adrenaliniche del programma: la discesa di canyoning del torrente Dolo, affluente del fiume Secchia che scorre nella valle omonima e offre un percorso di torrentismo ideale per l’introduzione dei giovani partecipanti a questa disciplina. Il canyoning o torrentismo rappresenta una delle attività outdoor più complete e coinvolgenti, combinando camminata su rocce, calate in corda doppia, tuffi in pozze d’acqua, scivolate su scivoli naturali levigati dall’erosione idrica e passaggi acquatici che richiedono nuoto. Dopo la colazione e il briefing tecnico presso la casa vacanze Il Bucaneve, i partecipanti vengono equipaggiati con muta in neoprene completa di 5mm di spessore, calzari, casco, imbrago specifico per torrentismo, tutto il materiale fornito dall’organizzazione e verificato dalle guide alpine prima dell’ingresso in forra.
Il trasferimento all’attacco del canyon del torrente Dolo avviene con breve spostamento in veicolo seguito da una camminata di avvicinamento che permette alle guide di illustrare le caratteristiche specifiche dell’ambiente di forra, le dinamiche idrologiche dei torrenti appenninici e le procedure di sicurezza che verranno applicate durante la discesa. Prima di entrare in acqua, viene effettuato un briefing tecnico dettagliato dove le guide spiegano le tecniche di progressione in canyon: gestione della corda doppia in ambiente acquatico, tecniche di tuffo sicuro con verifica preventiva della profondità, posizionamento del corpo sugli scivoli naturali, nuoto nelle pozze e segnali di comunicazione tra i membri del gruppo. Il rapporto guida-partecipanti di 1:6 viene mantenuto rigorosamente durante tutta la discesa, con le guide posizionate strategicamente lungo la forra per assistere ogni passaggio tecnico e intervenire immediatamente in caso di difficoltà.
La discesa del torrente Dolo presenta caratteristiche tecniche perfettamente calibrate per un’attività didattica con ragazzi: pozze d’acqua profonde e sicure per i tuffi, con altezze da 2 a 5 metri che permettono ai partecipanti di sperimentare progressivamente questa tecnica emozionante, scivoli naturali levigati dall’erosione che offrono discese divertenti, calate in corda doppia su salti d’acqua con altezze comprese tra 5 e 12 metri e passaggi acquatici dove è necessario nuotare. Durante tutta la progressione, le guide alpine monitorano costantemente le condizioni dei partecipanti, gestiscono il ritmo della discesa in base al livello di stanchezza del gruppo e valorizzano ogni successo individuale, trasformando ogni passaggio tecnico in un’opportunità di crescita personale e superamento dei propri limiti in un contesto controllato e sicuro.
Tra i momenti più emozionanti della discesa spiccano le teleferiche, passaggi dove un cavo sospeso permette di attraversare tratti di forra scorrendo con la carrucola (zipline), il tutto affrontato con il supporto e l’incoraggiamento delle guide che non forzano mai i partecipanti oltre le loro possibilità ma li stimolano a esplorare i propri limiti in sicurezza. La discesa del canyon si conclude dopo circa 3-4 ore di progressione, con l’uscita dalla forra e una camminata di rientro al punto dove sono stati lasciati i veicoli. Il rientro alla base di Civago nel pomeriggio permette docce calde particolarmente apprezzate dopo l’immersione nelle acque fredde del torrente appenninico, tempo per il riposo e attività ricreative libere. La cena viene seguita da una serata dedicata ai giochi di gruppo e alla condivisione delle emozioni vissute durante l’esperienza di canyoning, con i ragazzi che raccontano i momenti più emozionanti, le paure superate e le sensazioni provate durante tuffi e calate.
L’ultimo giorno del campo estivo nell’Appennino Reggiano è dedicato alla via ferrata della Penna di Civago, percorso attrezzato che si sviluppa su una delle cime più panoramiche del territorio e rappresenta la conclusione ideale dell’esperienza formativa, permettendo ai ragazzi di applicare tutte le competenze tecniche acquisite durante la settimana in un contesto particolarmente appagante dal punto di vista paesaggistico ed emotivo. La Penna di Civago, con la sua forma caratteristica che domina il paese, offre una via ferrata di media difficoltà con passaggi tecnici vari che includono progressione su cavo, su roccia e gradini metallici, tutti elementi che i giovani partecipanti hanno già sperimentato durante le attività precedenti e che ora possono affrontare con maggiore sicurezza e autonomia.
La partenza dalla casa vacanze Il Bucaneve avviene dopo la colazione, con il gruppo che si prepara con l’equipaggiamento per via ferrata. L’avvicinamento all’attacco della ferrata è breve, permettendo di iniziare presto la progressione e ottimizzare i tempi per le attività conclusive della giornata. Durante la salita sulla ferrata della Penna di Civago, le guide alpine osservano i progressi tecnici dei ragazzi rispetto alla prima esperienza su ferrata del secondo giorno, notando il miglioramento nella fluidità dei movimenti, nella gestione dell’emotività legata all’esposizione, nella sicurezza d’uso del kit da ferrata e nell’autonomia operativa. Questo confronto tra le prestazioni iniziali e finali rappresenta un feedback tangibile del percorso formativo effettuato, valorizzando la crescita individuale e rafforzando l’autostima dei partecipanti.
La vetta della ferrata della Penna offre un panorama straordinario sulla Valle del Dolo, le creste circostanti dell’Appennino Reggiano e il territorio attraversato durante l’escursione dei giorni precedenti, permettendo ai ragazzi di riconoscere visivamente i luoghi delle loro avventure e contestualizzare geograficamente l’esperienza vissuta. Questo momento di contemplazione panoramica dalla sommità viene utilizzato dalle guide per un bilancio conclusivo dell’esperienza, raccogliendo impressioni, feedback e riflessioni dei partecipanti sul percorso effettuato. La discesa dalla ferrata e il rientro alla base completano l’attività tecnica della mattinata, lasciando il pomeriggio a disposizione per la preparazione della grigliata conclusiva, momento conviviale che celebra la conclusione del campo estivo per bambini a Civago e rappresenta l’ultima occasione di condivisione del gruppo prima del rientro a casa.
La grigliata nella natura viene organizzata in un’area attrezzata nei pressi di Civago, dove i ragazzi partecipano attivamente alla preparazione coinvolgendosi nell’allestimento degli spazi, nella gestione del fuoco e nella preparazione del cibo, sperimentando ulteriormente l’autonomia e la collaborazione di gruppo. La giornata si conclude con i saluti finali, lo scambio di contatti tra i partecipanti che hanno condiviso questa intensa settimana di avventure nell’Appennino Reggiano, e il trasferimento verso i punti di ritrovo concordati per il rientro a casa, portando con sé un bagaglio di ricordi indelebili, competenze alpinistiche concrete e una rinnovata fiducia nelle proprie capacità di affrontare sfide in ambiente montano.
DESCRIZIONE COMPLETA
Prerequisiti richiesti
Il campo estivo per bambini a Civago è progettato per ragazzi di età compresa tra 10 e 13 anni che desiderano vivere un’esperienza formativa in montagna e avvicinarsi alle discipline alpinistiche in modo sicuro e graduale. Questa fascia d’età rappresenta il momento ideale per introdurre i giovani alle attività outdoor strutturate, poiché combina una sufficiente maturità fisica e cognitiva per comprendere e applicare le procedure di sicurezza con l’entusiasmo e la curiosità naturali tipici della preadolescenza. Le guide alpine certificate calibrano le attività e il linguaggio didattico specificamente per questa fascia d’età, garantendo un approccio pedagogico adeguato che valorizza le capacità emergenti dei partecipanti senza sovrastimare o sottostimare le loro possibilità concrete.
I partecipanti al campo avventura nell’Appennino Reggiano devono possedere una buona condizione fisica generale adeguata alle attività all’aperto previste nel programma settimanale. Sono richieste una base escursionismo e di arramapicata, almeno indoor, ma non sono richieste competenze tecniche pregresse su vie ferrate, canyoning o escursionismo, poiché vengono insegnate dalle guide alpine partendo dalle basi. È fondamentale che i ragazzi abbiano una forma fisica che permetta loro di affrontare escursioni di più ore con zaino in spalla, dislivelli fino a 500 metri. La condizione fisica adeguata non significa essere atleti professionisti, ma semplicemente praticare regolarmente attività motoria, non avere problematiche di salute che limitino significativamente la mobilità o la resistenza fisica e possedere una capacità aerobica di base che consenta di camminare in montagna per alcune ore consecutive con pause regolari.
Oltre ai requisiti anagrafici e fisici, è importante che i partecipanti al campo estivo a Civago abbiano una motivazione personale a vivere l’esperienza e una predisposizione mentale positiva verso le attività outdoor e l’ambiente montano. Il programma prevede situazioni che richiedono gestione dell’emotività come l’esposizione su vie ferrate, nuoto durante il canyoning nel torrente Dolo, pernottamento in tenda in quota al lago della Bargetana e momenti di fatica fisica durante le escursioni nell’Appennino Reggiano. Non è necessario che i bambini siano già esperti o particolarmente coraggiosi, ma è fondamentale che abbiano voglia di mettersi alla prova, curiosità verso attività nuove e disponibilità ad affrontare piccole sfide personali con il supporto delle guide alpine e del gruppo. I ragazzi eccessivamente timorosi o completamente demotivati potrebbero non godere pienamente dell’esperienza, mentre chi ha spirito di avventura, voglia di imparare e apertura mentale verso nuove esperienze troverà nel campo un contesto ideale per la propria crescita.
Il campo estivo nell’Appennino Reggiano richiede un livello base di autonomia personale adeguato all’età dei partecipanti: capacità di gestire l’igiene personale in modo indipendente, organizzare i propri effetti personali senza supervisione continua, seguire indicazioni e regole di gruppo, e gestire la lontananza dalla famiglia per sei giorni. Non è necessaria un’autonomia completa tipica di ragazzi più grandi, ma i bambini devono essere in grado di dormire fuori casa senza difficoltà eccessive, adattarsi a routine diverse da quelle familiari e collaborare nelle attività quotidiane della convivenza presso la casa vacanze Il Bucaneve. Fondamentale è anche una minima capacità di socializzazione e relazione con i coetanei, poiché l’esperienza si basa fortemente sulle dinamiche di gruppo, la collaborazione nelle attività tecniche e la condivisione degli spazi comuni durante i pernottamenti.
La quota comprende
La quota non comprende
Materiale
Per partecipare al campo estivo per bambini a Civago è necessario portare attrezzatura personale specifica che verrà utilizzata durante le diverse attività alpinistiche del programma settimanale. L’attrezzatura tecnica di sicurezza per arrampicata, vie ferrate e canyoning (casco, kit da ferrata, moschettoni, corde, mute in neoprene) viene interamente fornita dall’organizzazione e verificata dalle guide alpine certificate prima di ogni attività, garantendo standard di sicurezza certificati CE e conformità alle normative alpinistiche internazionali. I partecipanti devono invece portare il materiale personale di base che include equipaggiamento per arrampicata, escursionismo e pernottamento, come dettagliato nella lista seguente fornita al momento dell’iscrizione.
Per le attività di arrampicata sulla Pietra di Bismantova e progressione sulle vie ferrate dell’Appennino Reggiano, ogni partecipante deve portare: imbrago da arrampicata personale (sia imbrago completo per bambini che imbrago basso vanno bene, purché certificato CE e in buone condizioni), scarpette da arrampicata e sacchetto della magnesite per migliorare l’aderenza delle mani sulla roccia durante l’arrampicata. L’imbrago deve essere della misura corretta e le guide alpine verificheranno il corretto indossamento e la regolazione delle fibbie di sicurezza prima di ogni sessione di arrampicata. Le scarpette devono calzare aderenti ma non dolorose, permettendo una corretta sensibilità della roccia e mantenendo il comfort.
Per le escursioni nell’Appennino Reggiano, inclusa l’ascensione al Monte Prado e il pernottamento al lago della Bargetana, è necessario portare: scarpe o scarponcini da trekking con suola scolpita tipo Vibram, caviglia alta preferibile ma non obbligatoria, già testati da utilizzi precedenti per evitare vesciche, zaino da 30-35 litri per trasportare materiale personale, sacco a pelo, indumenti di ricambio, borraccia con capacità minima di 1 litro e lampada frontale con batterie cariche per attività serali, preparazione notturna al bivacco e eventuali spostamenti in orari di scarsa luminosità.
Per il bivacco in tenda al lago della Bargetana durante l’escursione di due giorni nell’Appennino Reggiano, ogni partecipante deve portare: materassino autogonfiabile o in schiuma per isolamento termico dal terreno e comfort durante il pernottamento in quota, sacco a pelo (saccopiuma) con temperatura comfort di almeno +5°C adeguato alle temperature notturne estive in quota che possono scendere anche sotto i 10°C.
Completano l’equipaggiamento necessario per il campo estivo a Civago: costume da bagno indispensabile per la discesa di canyoning nel torrente Dolo e eventuali bagni rinfrescanti durante le giornate calde, crema solare protettiva ad alto fattore (minimo SPF 50) per proteggere la pelle dall’esposizione solare intensa in quota, cappello da sole con visiera per protezione durante escursionismo e attività all’aperto nelle ore centrali, asciugamano personale per docce presso la casa vacanze Il Bucaneve, e lenzuola (lenzuolo sotto e sopra oppure sacco lenzuolo) per il pernottamento nella struttura ricettiva di Civago.
Abbigliamento
L’abbigliamento per il campo estivo a Civago deve seguire il principio degli strati (layering) tipico delle attività in ambiente montano, permettendo di adattarsi rapidamente alle variazioni termiche tra valle e quota, tra momenti di attività fisica intensa e fasi di riposo, e alle possibili variazioni meteorologiche dell’Appennino Reggiano. È fondamentale portare capi tecnici traspiranti che favoriscano l’evaporazione del sudore durante lo sforzo fisico ed evitino l’accumulo di umidità a contatto con la pelle, che rappresenta la principale causa di raffreddamento in montagna anche in estate.
L’abbigliamento base per attività all’aperto deve includere: pantaloni lunghi o convertibili in pantaloncini per escursionismo e vie ferrate, evitando jeans che limitano i movimenti, magliette tecniche a maniche corte e lunghe in tessuto sintetico o misto merino che asciugano rapidamente e non trattengono odori, calzettoni da trekking che prevengano vesciche e mantengano il piede asciutto, e intimo tecnico traspirante per il ricambio durante i sei giorni di attività. È consigliabile portare almeno 4-5 magliette di ricambio considerando che durante attività come arrampicata, canyoning e escursionismo con zaino carico i capi si sporcano facilmente.
L’abbigliamento termico è fondamentale per il pernottamento in quota al lago della Bargetana e per le attività in prima mattina o tardo pomeriggio quando le temperature nell’Appennino Reggiano scendono significativamente anche in estate. Portare: pile o felpa tecnica in materiale sintetico o lana merino per isolamento termico durante le fasi di riposo, piumino leggero o giacca softshell per le serate in quota e il bivacco, pantaloni lunghi comodi. Le temperature notturne al lago della Bargetana a 1.860 metri possono scendere sotto i 10°C anche in piena estate, rendendo necessario un adeguato abbigliamento termico per garantire riposo confortevole.
La giacca antivento/antipioggia rappresenta il capo più importante dell’equipaggiamento per il campo estivo nell’Appennino Reggiano, dove le condizioni meteorologiche possono cambiare rapidamente anche durante la stagione estiva. Portare una giacca impermeabile con cappuccio, preferibilmente con cuciture nastrate e zip impermeabili, che protegga efficacemente da pioggia e vento durante le escursioni. La giacca deve essere sufficientemente ampia da permettere la sovrapposizione degli strati isolanti sottostanti.
Per la discesa di canyoning nel torrente Dolo è necessario portare un costume da bagno che verrà indossato sotto la muta in neoprene fornita dall’organizzazione. Il costume deve essere aderente e confortevole, evitando modelli con decorazioni o elementi che potrebbero creare fastidio sotto la muta durante le diverse ore di progressione in forra.
Fondamentale portare adeguato intimo di ricambio per tutti i giorni del campo estivo a Civago: almeno 6-7 cambi completi di biancheria intima, calzini tecnici da trekking in numero sufficiente (consigliati 5-6 paia considerando che potrebbero bagnarsi), e un paio di pantaloni lunghi di ricambio per le serate presso la struttura ricettiva. È utile organizzare l’abbigliamento in sacchetti impermeabili separati (abbigliamento pulito, abbigliamento usato, abbigliamento per bivacco) facilitando la gestione dello zaino durante l’escursione di due giorni al Monte Prado.
Obiettivo
L’obiettivo del campo estivo per bambini a Civago va ben oltre la semplice offerta di attività ricreative estive tipiche dei centri estivi tradizionali. Questo campo avventura nell’Appennino Reggiano mira a fornire ai giovani partecipanti un’esperienza formativa a 360 gradi che combina lo sviluppo di competenze tecniche negli sport outdoor con la crescita personale e sociale, creando un percorso educativo strutturato dove ogni attività proposta diventa strumento di apprendimento concreto e maturazione individuale. Le guide alpine certificate non si limitano a supervisionare le attività ma assumono un ruolo di mentori che accompagnano i ragazzi in un percorso di scoperta delle proprie potenzialità, gestione delle emozioni e acquisizione di autonomia in ambiente montano.
Attraverso le varie attività del programma settimanale, i bambini sviluppano competenze tecniche nelle principali discipline: tecniche di movimento su roccia in arrampicata sportiva su roccia con corretto uso dei nodi e della corda di assicurazione, progressione su vie ferrate con uso del kit da ferrata e gestione dell’esposizione, orientamento con carta topografica e bussola per la lettura del territorio appenninico, tecniche di escursionismo con gestione dello zaino e pianificazione di trekking di più giorni, canyoning con calate in ambiente acquatico e progressione in forra, e nozioni base di bivacco e vita in tenda in ambiente montano. Queste competenze vengono trasmesse progressivamente dalle guide alpine attraverso una metodologia didattica che parte sempre dall’effettiva pratica sul campo, dove ogni partecipante sperimenta direttamente le tecniche apprese sotto supervisione costante.
Il campo estivo nell’Appennino Reggiano rappresenta per molti bambini la prima esperienza significativa di confronto con i propri limiti fisici ed emotivi in un contesto protetto ma sfidante. Le attività proposte, dall’arrampicata sulla Pietra di Bismantova ai tuffi durante la discesa del torrente Dolo, dall’ascensione al Monte Prado, alla ferrata della Penna di Civago, richiedono ai partecipanti di affrontare paure naturali legate all’altezza, all’acqua, alla fatica fisica e all’incertezza di situazioni nuove. Le guide alpine accompagnano questo processo con attenzione pedagogica, non forzando mai i ragazzi oltre le loro possibilità ma incoraggiandoli a esplorare gradualmente la propria zona di comfort, valorizzando ogni piccolo progresso e trasformando ogni difficoltà superata in un’occasione di rafforzamento dell’autostima e della fiducia nelle proprie capacità.
La convivenza di sei giorni presso la casa vacanze Il Bucaneve e la condivisione di esperienze intense come il pernottamento in tenda al lago della Bargetana o la discesa di canyoning creano dinamiche di gruppo che stimolano lo sviluppo di competenze sociali fondamentali: capacità di lavorare in squadra durante le attività tecniche che richiedono coordinamento e collaborazione, rispetto dei ruoli e delle regole della convivenza comunitaria, comunicazione efficace con compagni e guide alpine, gestione costruttiva dei conflitti e delle differenze individuali, e solidarietà reciproca nei momenti di difficoltà. Le guide alpine facilitano queste dinamiche positive attraverso la gestione attenta dei gruppi, la valorizzazione delle diversità individuali come risorsa collettiva e la creazione di un clima inclusivo dove ogni partecipante si sente parte integrante dell’esperienza.
L’immersione nella natura incontaminata dell’Appennino Reggiano stimola nei partecipanti la consapevolezza ambientale e il rispetto per gli ecosistemi montani. Durante le escursioni nella Valle del Dolo, il trekkng al Monte Prado e il canyoning nel torrente Dolo, le guide alpine forniscono informazioni sulla geologia appenninica, la flora e fauna locali, i delicati equilibri degli ecosistemi d’alta quota e l’importanza della conservazione ambientale. I ragazzi apprendono concretamente i principi del “leave no trace” durante il bivacco al lago della Bargetana, imparano a riconoscere le tracce della fauna selvatica sui sentieri CAI, comprendono l’importanza della gestione sostenibile delle risorse idriche osservando le sorgenti montane, e sviluppano un senso di responsabilità personale verso la tutela dell’ambiente naturale che li accoglie durante l’esperienza.
Il campo estivo a Civago struttura progressivamente situazioni che richiedono ai partecipanti crescenti livelli di autonomia operativa e responsabilità personale: dalla preparazione autonoma dello zaino con il materiale necessario per ogni attività alla gestione dei propri indumenti e attrezzature, dalla collaborazione nell’allestimento del campo tenda al lago della Bargetana alla partecipazione attiva nelle operazioni quotidiane della vita di gruppo, dalla pianificazione dei propri ritmi durante le escursioni alla gestione delle risorse alimentari e idriche personali. Queste esperienze sviluppano senso di organizzazione, previsione delle necessità, cura del materiale e capacità di autogestione che rappresentano competenze trasversali preziose ben oltre il contesto specifico dell’attività outdoor.
Il campo estivo nell’Appennino Reggiano si propone di accendere nei partecipanti la passione per l’avventura e l’esplorazione, incoraggiando uno stile di vita attivo e una connessione profonda con la natura, valori che potranno portare con sé ben oltre la durata del campo estivo. L’esperienza intensa di sei giorni vissuti tra arrampicata, vie ferrate, escursionismo d’alta quota, canyoning e bivacco in montagna spesso rappresenta per molti bambini la scoperta di un mondo di possibilità outdoor che ignoravano, aprendo prospettive di pratica sportiva e ricreativa alternativa agli schermi e alle attività sedentarie. Le guide alpine trasmettono attraverso il proprio esempio e la propria passione per la montagna l’amore per l’ambiente alpino, la cultura della sicurezza consapevole e il piacere dell’esplorazione responsabile, seminando nei giovani partecipanti interessi e motivazioni che potranno svilupparsi in percorsi di pratica alpinistica futura o semplicemente in un rapporto più consapevole e attivo con l’ambiente naturale. Scopri tutti i nostri campi estivi per bambini in montagna.
ALTRE INFORMAZIONI
Per chi?
Per i nati dal 2016 al 2013, pacchetto completo di 6 giorni di attività in montagna.
Il nostro campo estivo, comprende canyoning, arrampicata sportiva, vie ferrate, escursioni a piedi, pernottando alla casa vacanze del paese e in tenda.
Programma di massima
Martedì
Il primo giorno andremo ad arrampicare alla Pietra di Bismantova.
Alla sera ci trasferiremo a Civago per pernottare alla casa vacanze Il Bucaneve, il nostro punto di riferimento per dormire e mangiare nei giorni seguenti.
Mercoledì
Il secondo giorno dopo un’escursione su una esile traccia accanto al torrente, raggiungeremo la base del Barranco del Dolo. Così si chiama questa ferrata che corre sullo scoglio roccioso alla base della torre dell’Amorotto.
I kit da ferrata sono messi a disposizione dalle guide.
Giovedì e venerdi
Il terzo e quarto giorno faremo un’escursione a piedi nell’alto Appennino, visiteremo il lago della Bargetana, toccheremo la cima del Prado pernottando in tenda.
Sabato
Il quinto giorno scenderemo il canyoning del Dolo, un torrente dai colori intensi e dall’acqua cristallina. Le pozze permettono di tuffarsi e ci sono carrucole su teleferiche lunghe fino a 40 metri.
Mute, calzari, caschi e imbraghi da canyoning sono messi a disposizione dalle guide per tutti i partecipanti.
Domenica
Il sesto giorno ci aspetta la ferrata della Penna di Civago, dopo di che una bella grigliata nella natura al fiume. Incontro coi genitori e saluti.
Mezzi di trasporto
Dato che tutte le attività si svolgono nello stesso luogo, per tutta la durata del campo ci sposteremo a piedi per i brevi trasferimenti necessari.
Adattamenti in base al meteo
Il programma può subire variazioni e verrà adattato in base alle condizioni meteo a discrezione della guida.
Dove si svolge l'attività
Punto di ritrovo
Il punto di ritrovo per il campo estivo è situato a Modena, città facilmente raggiungibile dalle principali direttrici autostradali dell’Emilia-Romagna e punto di partenza strategico per il trasferimento verso Civago nell’Appennino Reggiano. La scelta di Modena come luogo di ritrovo risponde all’esigenza di centralizzare la partenza del gruppo in una località accessibile per le famiglie provenienti da diverse aree della regione e del Nord Italia, evitando ai genitori il tragitto verso le località montane e permettendo ai partecipanti di iniziare l’esperienza di gruppo già durante il viaggio verso la base operativa. Le guide alpine accolgono i ragazzi al punto di ritrovo concordato, effettuano la verifica della presenza di tutti i partecipanti, raccolgono eventuali documenti o comunicazioni finali dalle famiglie e organizzano il carico dei bagagli sui mezzi di trasporto che condurranno il gruppo verso la Pietra di Bismantova.
Il trasferimento da Modena alla Pietra di Bismantova viene effettuato con mezzi di trasporto organizzati dall’organizzazione, garantendo sicurezza e comfort durante il viaggio che attraversa l’Appennino Reggiano risalendo progressivamente dalla pianura padana verso le quote montane. Durante il tragitto, le guide alpine iniziano a creare il clima di gruppo presentando il programma settimanale, illustrando le caratteristiche del territorio che si sta attraversando e fornendo le prime informazioni sulle attività previste, trasformando il viaggio in un’opportunità educativa e di socializzazione tra i partecipanti che spesso si conoscono per la prima volta.
Gli orari specifici di ritrovo a Modena vengono comunicati alle famiglie al momento della conferma dell’iscrizione al campo estivo, generalmente nella mattina del primo giorno per permettere l’arrivo in tempo utile l’arrampicata alla Pietra di Bismantova. Le famiglie devono presentarsi puntuali al punto di ritrovo con i ragazzi già dotati dell’equipaggiamento personale previsto nella lista materiale, permettendo alle guide alpine di effettuare una verifica rapida della completezza dell’attrezzatura e procedere tempestivamente alla partenza. È importante che i genitori forniscano alle guide eventuali informazioni rilevanti su intolleranze alimentari, terapie farmacologiche in corso, particolari necessità mediche o comportamentali dei figli che potrebbero richiedere attenzione specifica durante il campo avventura nell’Appennino Reggiano.
Al termine dei sei giorni del campo estivo a Civago, il rientro avviene con modalità analoghe: trasferimento organizzato dalla base operativa della Valle del Dolo verso il punto di ritrovo di Modena dove le famiglie attendono i ragazzi negli orari comunicati preventivamente dall’organizzazione. Durante il viaggio di ritorno, le guide alpine conducono un debriefing conclusivo con i partecipanti raccogliendo impressioni sull’esperienza vissuta, valorizzando i progressi individuali. Il punto di riconsegna a Modena permette alle famiglie di recuperare i figli in una località comoda senza necessità di raggiungere le zone montane, facilitando la logistica specialmente per chi proviene da altre province o regioni.
Clicca qui per il percorso: Link
Il responsabile dell’attività è la Guida Alpina che accompagna il gruppo ed è assicurata con Assicurazione Professionale obbligatoria di Responsabilità Civile contro Terzi per un massimale di 10 Milioni di € che copre esclusivamente l’attività professionale.
Sono coperte dall’assicurazione della Guida Alpina le spese di soccorso e recupero.
L’età minima dipende dall’attività e dal livello di difficoltà. Per attività come ferrate, trekking, arrampicata e canyoning, i minori sono generalmente benvenuti, purché accompagnati da un adulto. Di solito, consigliamo che i ragazzi abbiano almeno 15 anni per le attività, ma ci sono attività pensate per famiglie con bambini più piccoli, fino a campi estivi per i soli bimbi dai 9 ai 12 anni. Per attività come l’alta montagna, lo scialpinismo e il freeride sono necessarie una certa resistenza fisica e maggiori capacità tecniche. Contattaci per maggiori dettagli sull’età e sui requisiti specifici per ogni attività.
Per vivere al meglio l’esperienza in natura, è importante portare con sé attrezzatura adeguata. In generale, ti consigliamo di portare:
Assolutamente sì! Offriamo attività per tutti i livelli di esperienza, dai principianti agli esperti.
Indipendentemente dal livello, il nostro obiettivo è farvi sentire sicuri e coinvolti. Ogni uscita è pensata per rispondere alle tue esigenze e per farti divertire senza rischi.
Per prenotare una delle nostre attività, puoi farlo direttamente sul sito o contattarci via email, whatsapp o telefono. Ti invieremo tutte le informazioni necessarie per farlo e confermeremo la tua prenotazione.
Per quanto riguarda la cancellazione, trovi tutto a questo LINK.
Le condizioni meteo vengono monitorate in tempo reale e ti avviseremo tempestivamente se sarà necessario modificare l’itinerario o il luogo di svolgimento dell’attività. Se non fosse possibile partecipare a causa di condizioni meteo avverse, l’attività sarà riprogrammata in accordo coi partecipanti o rimborsata.
Il campo estivo dura sei giorni, da martedì a domenica.
Guida Alpina Maestro di Alpinismo IFMGA
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