Le tue Guide Alpine in Emilia Romagna, Liguria e Toscana

Tipologia Attività

Uscita

Creste del Monte Bianco con Guida Alpina: Due Giorni dal Rifugio Torino

Prezzo

€ 500 a persona

Durata

2 GG

Partecipanti

1-2 x Guida

Difficoltà

Medio ●●●○○

Con un solo partecipante il costo è di € 800.
Date disponibili:
  • 12-13 GIUGNO 2027
  • 12-13 LUGLIO 2027

Creste del Monte Bianco con guida alpina: due giorni tra Marbrées, Entrèves e Tour Ronde dal Rifugio Torino

Le creste del Monte Bianco con guida alpina sono un programma di due giorni di alpinismo classico nel settore di Punta Helbronner, con pernottamento al Rifugio Torino (3375 m) e massimo due partecipanti per guida UIAGM. Il primo giorno si percorre la traversata delle Aiguilles Marbrées (3535 m) oppure la cresta della Vierge (3204 m), salite brevi per acclimatarsi alla quota e verificare il livello della cordata; il secondo si affronta la traversata dell’Aiguille d’Entrèves (3604 m), con passaggi di arrampicata su granito fino al IV grado, oppure la cresta sud-est della Tour Ronde (3792 m), su neve, roccia e terreno misto. Si parte dalla Skyway Monte Bianco di Courmayeur e ci si muove tra il Ghiacciaio del Gigante e le cime che circondano il rifugio: un terreno ideale per imparare la progressione in cordata su ghiacciaio e cresta prima di obiettivi come il Dente del Gigante o la Cresta di Rochefort. Il costo è di € 500 a persona con due partecipanti e di € 800 con guida dedicata; le date delle edizioni sono indicate nella scheda dell’attività.

Le quattro creste del programma: quote, difficoltà e caratteristiche

Le quattro creste del programma si trovano tutte a meno di due ore di cammino dal Rifugio Torino e coprono difficoltà da PD ad AD-, con passaggi di arrampicata su granito fino al IV grado.

  • Aiguilles Marbrées (3535 m): traversata di cresta dal Col de Rochefort verso il Col du Géant, difficoltà PD, con una placca fessurata di III grado, tratti di misto e brevi crestine nevose; circa 3 o 4 ore rifugio a rifugio, con una calata in corda doppia finale. È la salita ideale per il primo giorno.
  • Vierge (3204 m): cresta con alcuni saliscendi, difficoltà PD+, circa 250 metri di dislivello; mezz’ora di avvicinamento dal Rifugio Torino e circa un’ora di cresta fino in cima, con rientro per la via di salita oppure proseguendo sulla cresta che porta al Petit Flambeau. È l’alternativa alle Marbrées per il primo giorno.
  • Aiguille d’Entrèves (3604 m): traversata dal Col d’Entrèves (3517 m), difficoltà AD-, cresta affilata e molto esposta con un paio di passaggi di IV grado protetti a spit; è la cresta più elegante e frequentata del settore.
  • Tour Ronde (3792 m): via normale per la cresta sud-est dal Col d’Entrèves, difficoltà PD+, 750 metri di dislivello su neve, roccia e terreno misto, con panorama ravvicinato su Monte Bianco, Mont Maudit, Grand Capucin e Vallée Blanche; è la salita più lunga e completa del programma.

Il consiglio della guida: muoversi con calma in quota

Per Carlo Alberto Montorsi, la guida alpina che accompagna il programma, il valore di queste creste sta nel rapporto tra accessibilità e ambiente.

Il bello di queste creste è che sono alla portata di molti, facilmente fruibili perché non lontane dal rifugio, ma in un ambiente straordinario e selvaggio: si passa sul ghiacciaio e non si riesce a staccare lo sguardo dalla bellezza delle guglie che ci sono intorno. Al rifugio l’accoglienza è di casa. Ricordiamoci di muoverci in modo flemmatico: la quota si sente, ed è meglio evitare alcol, tè e caffè per agevolare l’acclimatazione a 3400 metri.

Carlo Alberto Montorsi, Guida Alpina Maestro di Alpinismo IFMGA

Un programma flessibile deciso insieme alla guida

La scelta definitiva delle due creste viene fatta dalla guida in base a meteo, condizioni di ghiacciaio e roccia, affollamento e livello effettivo della cordata. Non si tratta di un pacchetto con due itinerari obbligatori: la prima salita serve anche a valutare acclimatamento, passo e sicurezza nei movimenti, e la seconda viene scelta di conseguenza. In alta montagna le condizioni cambiano in fretta, soprattutto a fine estate quando il ghiacciaio è più aperto e il degrado del permafrost rende instabili alcuni tratti di roccia, come raccontiamo nell’articolo su perché le montagne stanno crollando. L’obiettivo resta sempre lo stesso: realizzare le salite più belle e sicure possibili nelle due giornate a disposizione.

A chi è rivolta questa esperienza

Questa esperienza è rivolta a escursionisti e alpinisti allenati che hanno già affrontato ferrate, arrampicata o facili salite alpinistiche e vogliono avvicinarsi alle creste classiche del Monte Bianco. Non è necessario essere alpinisti esperti né conoscere tutte le manovre di cordata, ma occorre sentirsi a proprio agio nel vuoto e muoversi con sicurezza su terreno irregolare per diverse ore con scarponi e ramponi. Chi parte da zero può prepararsi con il corso ferrate o con i corsi di alpinismo in alta montagna; chi ha già percorso creste di questo tipo può usare i due giorni come passaggio intermedio verso il Dente del Gigante o la Cresta di Rochefort. Il pernottamento al Rifugio Torino permette inoltre di vivere due giornate consecutive in quota, migliorare l’acclimatamento e non dipendere dagli orari della prima funivia.

Programma: due giorni di alpinismo dal Rifugio Torino

Il programma prevede una cresta breve di acclimatamento il primo giorno, la notte al Rifugio Torino (3375 m) e una traversata più lunga o tecnica il secondo, con rientro a Courmayeur con la Skyway nel pomeriggio.

Giorno 1: Skyway Monte Bianco e prima cresta, Marbrées o Vierge

Il primo giorno si sale in funivia a Punta Helbronner (3466 m) e si percorre la traversata delle Aiguilles Marbrées oppure la cresta della Vierge, rientrando al Rifugio Torino nel pomeriggio. Ritrovo al mattino al piazzale della Skyway Monte Bianco a Entrèves, controllo dell’attrezzatura e briefing con la guida; il biglietto va acquistato online in anticipo e gli alpinisti sono esonerati dal limite di permanenza in quota previsto per i turisti. Dalla stazione di Punta Helbronner si scende sul Ghiacciaio del Gigante, ci si lega in cordata e si calzano i ramponi. Con le Marbrées si percorrono circa 40 minuti di avvicinamento verso il Col de Rochefort, poi la cresta con la placca fessurata di III grado, i tratti di misto e le crestine nevose fino alla Cima Nord (3535 m), con discesa in corda doppia e rientro al rifugio in 3 o 4 ore complessive. Con la Vierge si parte dal Rifugio Torino: mezz’ora di avvicinamento, poi circa un’ora di cresta con alcuni saliscendi fino alla cima (3204 m), difficoltà PD+, con rientro per la via di salita oppure allungando il percorso sulla cresta che porta al Petit Flambeau. Nel pomeriggio sistemazione al Rifugio Torino, cena e briefing sull’itinerario del giorno dopo.

Giorno 2: Aiguille d’Entrèves o Tour Ronde e rientro a Courmayeur

Il secondo giorno si parte presto dal rifugio, prima dell’arrivo delle prime funivie, e si affronta la traversata dell’Aiguille d’Entrèves oppure la cresta sud-est della Tour Ronde, con rientro a Punta Helbronner e discesa a Courmayeur con la Skyway. Dopo la colazione si attraversa il Colle del Gigante fino al Col Flambeaux (3407 m), si scende nella conca del Ghiacciaio del Gigante sotto l’Aiguille de Toule e si risale fino al Col d’Entrèves (3517 m), circa un’ora e mezza di cammino. Con l’Entrèves si sale la cresta sud-ovest e si traversa verso est: tratti affilati e molto esposti, un paio di passaggi di IV grado protetti a spit, calate in corda doppia dalla vetta (3604 m) e rientro sul ghiacciaio. Con la Tour Ronde si sale la via normale: si supera il crepaccio terminale, si risale il pendio di misto e si segue la cresta sud-est fino alla vetta (3792 m), 750 metri di dislivello, con discesa lungo la stessa via. In entrambi i casi il rientro a Punta Helbronner richiede circa un’ora sul ghiacciaio; orari e programma possono essere modificati dalla guida in base alle condizioni della montagna e all’orario dell’ultima corsa della Skyway.

Prerequisiti richiesti

Prerequisiti: preparazione tecnica, fisica e acclimatamento per le creste

Per partecipare servono buona forma fisica per due giornate consecutive in quota, passo sicuro su terreno irregolare, confidenza con l’esposizione e almeno un’esperienza precedente tra escursionismo impegnativo, vie ferrate, arrampicata su roccia o facili salite alpinistiche.

Esperienza tecnica: cosa serve e cosa non serve

Non è indispensabile conoscere le manovre di cordata né avere esperienza autonoma su ghiacciaio: la guida gestisce corda, soste e progressione, e il primo giorno serve proprio a verificare acclimatamento e sicurezza nei movimenti. Serve però saper arrampicare con gli scarponi su passaggi facili (III grado sulle Marbrées, un paio di passaggi di IV protetti a spit sull’Entrèves), sapersi muovere con i ramponi su neve e terreno misto e seguire con prontezza le indicazioni della guida sui tratti affilati. Chi ha già fatto una ferrata impegnativa o un corso di arrampicata ha la base giusta; chi arriva dalla sola palestra indoor deve mettere in conto la differenza tra scarpette e scarponi rigidi.

Preparazione fisica: ore di attività e dislivelli

Le due giornate richiedono in media 5 o 6 ore di attività al giorno con zaino da 30 litri, ramponi e scarponi, e fino a 750 metri di dislivello sulla Tour Ronde. Nelle settimane precedenti sono utili uscite in montagna da 1000 metri di dislivello a passo costante e qualche seduta di arrampicata; conta anche il recupero, perché il secondo giorno si parte presto dopo una notte a 3375 metri.

Acclimatamento e quota

L’intero programma si svolge tra i 3204 metri della Vierge e i 3792 metri della Tour Ronde, con la notte a 3375 metri al Rifugio Torino, dove l’ossigeno disponibile è circa due terzi rispetto al livello del mare. La formula in due giorni con notte in rifugio aiuta l’acclimatamento, ma una salita sopra i 3000 metri nelle due o tre settimane precedenti riduce mal di testa, affanno e perdita di lucidità. Chi arriva da lontano dovrebbe dormire a Courmayeur la sera prima per partire riposato. Segnala alla guida eventuali problemi avuti in passato con la quota. In rifugio, come consiglia la guida, conviene muoversi con calma ed evitare alcol, tè e caffè per agevolare l’acclimatazione.

Come prepararsi alle creste del Monte Bianco

Per affrontare le creste del Monte Bianco con margine servono una base di allenamento aerobico, confidenza con ramponi ed esposizione e, se possibile, almeno una salita sopra i 3000 metri nelle settimane precedenti. Se non hai mai usato ramponi e piccozza, il Corso Ferrate, primo approccio all’alpinismo e i corsi di alpinismo in alta montagna sono il passaggio ideale prima di prenotare. Nelle quattro settimane precedenti consigliamo due o tre uscite in montagna con dislivelli di 1000 o 1200 metri e qualche seduta di arrampicata, anche indoor, per abituare mani e gambe ai movimenti su roccia. Al momento della prenotazione comunica alla guida la tua esperienza recente in quota e con i ramponi: è il dato che le serve per scegliere le creste più adatte alla cordata.

La quota comprende

  • Accompagnamento di una guida alpina certificata UIAGM per due giorni.
  • Materiale comune di cordata e di sicurezza (corde, fettucce, moschettoni, materiale per le soste).
  • Casco e imbrago forniti gratuitamente a chi non ne possiede uno.
  • Controllo dell’attrezzatura e briefing prima della partenza.
  • Organizzazione e prenotazione del Rifugio Torino.
  • Copertura assicurativa professionale della guida, comprese le spese di soccorso e recupero.

La quota non comprende

  • Viaggio di andata e ritorno a Courmayeur con mezzi propri.
  • Biglietto della Skyway Monte Bianco andata e ritorno per i partecipanti (nel 2026 circa € 58 online e € 63 in biglietteria, tariffe maggiorate in agosto).
  • Pernottamento e mezza pensione al Rifugio Torino per i partecipanti, bevande escluse.
  • Biglietto della Skyway, pernottamento e mezza pensione della guida, da dividere tra i partecipanti.
  • Pranzi al sacco, bevande e pasti non compresi nella mezza pensione.
  • Eventuale noleggio di ramponi e piccozza, da richiedere in anticipo.
  • Tutto ciò che non è indicato nella voce “La quota comprende”.

Materiale

Materiale ed equipaggiamento: cosa portare nello zaino per ghiacciaio, terreno misto e arrampicata

Servono zaino da 30 litri, scarponi ramponabili già rodati, ramponi in acciaio regolati sugli scarponi, piccozza classica, casco e imbrago; casco e imbrago vengono forniti gratuitamente a chi non li possiede, ramponi e piccozza si possono noleggiare su richiesta anticipata.

Attrezzatura tecnica individuale

  • Zaino da alpinismo di circa 30 litri, compatto perché lo porti anche in cresta.
  • Scarponi da alpinismo ramponabili, semirigidi, già utilizzati e adatti alla camminata su ghiacciaio.
  • Ramponi classici in acciaio a 10 o 12 punte, regolati sugli scarponi prima della partenza.
  • Piccozza classica da 55 a 65 cm.
  • Casco da alpinismo.
  • Imbrago da alpinismo.
  • Due moschettoni a ghiera.
  • Bastoncini telescopici, utili sul ghiacciaio in avvicinamento e al rientro.

Equipaggiamento personale per le due giornate

  • Lampada frontale con batterie cariche per la partenza presto del secondo giorno.
  • Occhiali da sole di categoria 4: sul ghiacciaio il riverbero è molto intenso.
  • Crema solare protezione 50 e stick per le labbra.
  • Borraccia da almeno un litro e viveri leggeri per entrambe le giornate.
  • Sacco lenzuolo (obbligatorio in rifugio), tappi per le orecchie e piccolo necessario per la notte.
  • Documento di identità e tessera CAI se la possiedi, per le tariffe ridotte al rifugio.

La guida fornisce il materiale comune di cordata. Comunica in anticipo cosa ti manca, così organizziamo casco, imbrago ed eventuale noleggio di ramponi e piccozza prima della partenza.

Abbigliamento

Come vestirsi: abbigliamento tecnico per due giorni in quota tra ghiacciaio e cresta

Sulle creste del settore di Punta Helbronner si passa da temperature sotto zero all’alba sul ghiacciaio al sole intenso sulla roccia a metà giornata: serve un sistema a strati con intimo tecnico, pile e piumino leggero, guscio antivento e pantaloni softshell da alpinismo.

Strato base e isolamento

  • Intimo tecnico sintetico o in lana merino, mai cotone, che trattiene l’umidità e si raffredda in quota.
  • Pile leggero da tenere addosso in avvicinamento e in arrampicata.
  • Pile pesante o piumino leggero da 100 grammi per le soste, la vetta e le calate in corda doppia, da tenere nello zaino a portata di mano.
  • Berretto termico che entri sotto il casco.

Strato esterno

  • Guscio antivento e impermeabile leggero, sempre nello zaino anche con previsioni di bel tempo: a 3700 metri il vento si alza in pochi minuti.
  • Pantaloni softshell da alpinismo, elastici per i movimenti di arrampicata e resistenti all’abrasione sul granito.
  • Ghette leggere per i tratti di neve, soprattutto a inizio stagione.

Estremità e ricambio per la notte in rifugio

  • Calze da alpinismo, non troppo spesse per non comprimere il piede nello scarpone.
  • Due paia di guanti: uno leggero e sensibile per arrampicare e gestire moschettoni e corda, uno caldo per ghiacciaio, soste e calate.
  • Cappellino con visiera per il sole sul ghiacciaio.
  • Maglia e calze di ricambio per la sera in rifugio.

Obiettivo

Cosa imparerai sulle creste del Monte Bianco con guida alpina: competenze tecniche e crescita alpinistica

L’obiettivo dei due giorni è percorrere due creste classiche del massiccio e acquisire sicurezza nella progressione in cordata su ghiacciaio, neve, roccia e terreno misto, con la gestione di ramponi, piccozza ed esposizione.

Progressione in cordata su ghiacciaio e cresta

Sul Ghiacciaio del Gigante impari a muoverti legato in cordata con i ramponi, a tenere la corda in tensione e a riconoscere crepacci e ponti di neve; sulle creste impari la progressione in conserva corta, con la guida vicina sui tratti affilati. Sono gli automatismi di base di ogni salita alpinistica, dal Gran Paradiso al Cervino.

Arrampicata con gli scarponi e uso di ramponi e piccozza

Sulle Marbrées e sull’Entrèves impari ad arrampicare su granito con gli scarponi da alpinismo, spesso con i ramponi ai piedi quando la roccia è innevata, e a usare la piccozza in appoggio sui tratti di misto. La placca fessurata di III grado delle Marbrées e i passaggi di IV protetti a spit dell’Entrèves sono il terreno ideale per capire come cercare gli appoggi con una suola rigida e gestire il vuoto sotto i piedi.

Gestione dell’esposizione e calate in corda doppia

Le traversate delle Marbrées e dell’Entrèves si chiudono con calate in corda doppia in ambiente: la guida prepara le soste e ti segue passo per passo mentre impari a montare il discensore, controllare la velocità e recuperare le corde. Dopo due giorni sulle creste aeree del settore di Punta Helbronner, l’esposizione diventa una condizione con cui sai convivere.

Il passo successivo: dal settore di Punta Helbronner alle grandi classiche

Chi completa i due giorni con margine fisico è pronto per il Dente del Gigante, per la Cresta di Rochefort e per traversate come Weissmies e Lagginhorn nel Vallese. Con WB Guides puoi costruire un percorso progressivo: corso ferrate e corsi di alpinismo come base, le creste del Monte Bianco come prima esperienza di cresta in quota, poi i quattromila tecnici del massiccio.

Altre informazioni sulle creste del Monte Bianco con guida alpina: scheda tecnica, periodo e costi

Tabella riassuntiva tecnica

Dato Dettaglio
Zona Massiccio del Monte Bianco, settore di Punta Helbronner e Colle del Gigante, Valle d’Aosta
Base Rifugio Torino, 3375 m, mezza pensione
Creste Aiguilles Marbrées 3535 m, Vierge 3204 m, Aiguille d’Entrèves 3604 m, Tour Ronde 3792 m (via normale per la cresta sud-est)
Difficoltà Da PD (Marbrées) a PD+ (Vierge, Tour Ronde) e AD- (Entrèves), arrampicata fino al IV grado con gli scarponi
Dislivello Fino a 750 m sulla Tour Ronde, circa 250 m sulla Vierge; Marbrées ed Entrèves con avvicinamenti su ghiacciaio da 40 minuti a 1 ora e 30
Tempi Circa 1 ora e 30 per la Vierge, 3 o 4 ore per le Marbrées; 5 o 6 ore per Entrèves e Tour Ronde, rifugio a funivia
Terreno Ghiacciaio, neve, terreno misto, cresta rocciosa su granito, calate in corda doppia
Partenza Skyway Monte Bianco, Entrèves di Courmayeur (AO), arrivo a Punta Helbronner 3466 m
Periodo Da metà giugno a settembre, in base ad apertura di Skyway e rifugio e alle condizioni del ghiacciaio
Durata 2 giorni, 1 notte in rifugio
Partecipanti Massimo 2 per guida alpina UIAGM
Prezzo € 500 a persona con 2 partecipanti, € 800 con guida dedicata; budget complessivo indicativo circa € 650 a persona con 2 partecipanti, Skyway compresa
Annullamento Rimborso del 100% fino a 45 giorni prima, del 75% da 44 a 26 giorni, del 50% da 25 a 17 giorni, nessun rimborso sotto i 17 giorni
Tipo di esperienza Alpinismo classico di cresta in alta quota, prima esperienza sulle creste del Monte Bianco

Periodo migliore: da giugno a settembre

Il periodo abituale va da metà giugno a settembre, in funzione dell’apertura della Skyway e del Rifugio Torino e delle condizioni del ghiacciaio. A giugno e luglio c’è più neve sulle creste e sul ghiacciaio, i crepacci sono meglio coperti e le giornate sono lunghe: le Marbrées diventano una salita più alpinistica, con i ramponi ai piedi anche sulla roccia. Ad agosto la roccia è asciutta e le condizioni sono stabili, ma l’affollamento è massimo, il Rifugio Torino è spesso al completo e la Skyway applica le tariffe di alta stagione. A settembre l’aria è tersa e le creste meno frequentate, ma il ghiacciaio è al minimo stagionale, possono emergere tratti di roccia instabile e le giornate sono più corte. La scelta di date e itinerari resta legata alle condizioni reali della montagna.

Quanto costa e budget complessivo indicativo

Il costo dell’uscita è di € 500 a persona con due partecipanti oppure € 800 con guida dedicata; al prezzo vanno aggiunti la Skyway andata e ritorno (circa € 60 a persona nel 2026), la mezza pensione al Rifugio Torino, la quota della guida per funivia e rifugio da dividere tra i partecipanti, i viveri e il viaggio. Il Rifugio Torino è un rifugio economico: con due partecipanti il budget complessivo indicativo è di circa € 650 a persona compresa la Skyway, circa € 600 senza, viaggio escluso. La formula in due giorni con notte in rifugio è il compromesso migliore tra acclimatamento, sicurezza e possibilità di percorrere due creste diverse nello stesso weekend.

Politica di cancellazione e maltempo

La cancellazione da parte del partecipante va comunicata per iscritto alla guida e prevede un rimborso del 100% fino a 45 giorni prima del primo giorno dell’attività, del 75% tra 44 e 26 giorni, del 50% tra 25 e 17 giorni e nessun rimborso a meno di 17 giorni. Se maltempo o condizioni inadatte costringono la guida ad annullare l’uscita, la guida propone un’attività simile in un luogo con condizioni migliori, oppure il rinvio a una data successiva concordata con i partecipanti, oppure l’annullamento con rimborso dell’importo versato, meno € 10 di spese di segreteria.

Dove si svolge l'attività

Come raggiungere il punto di ritrovo: Skyway Monte Bianco a Entrèves di Courmayeur

Il ritrovo è al mattino del primo giorno al piazzale della Skyway Monte Bianco a Entrèves di Courmayeur (Strada Regionale 56, Pontal d’Entrèves, 11013 Courmayeur AO); l’orario esatto viene comunicato dalla guida prima dell’uscita in base all’apertura degli impianti e all’itinerario previsto.

Car pooling dall’Emilia e ritrovo lungo il percorso

Quando possibile organizziamo il car pooling con i partecipanti e concordiamo un ritrovo lungo il percorso in base alla provenienza di ciascuno, di solito ai caselli autostradali di Modena, Reggio Emilia o Parma. Condividere il viaggio permette di ridurre il numero di auto, dividere i costi, limitare i consumi e diminuire l’inquinamento. Chi parte da località più vicine a Courmayeur incontra la guida direttamente al piazzale della funivia.

Parcheggio, biglietti e distanze

Al piazzale della Skyway c’è un parcheggio a pagamento alla base della funivia e uno gratuito a circa 5 minuti a piedi; il biglietto va acquistato online prima della salita sul sito ufficiale Skyway Monte Bianco. Distanze indicative: Modena 360 km (3 ore e 45), Bologna 380 km (4 ore), Parma 340 km (3 ore e 30), Milano 220 km (2 ore e 30), Torino 150 km (1 ora e 45), Aosta 40 km (30 minuti). Il tragitto percorre la A5 Torino Aosta con uscita a Courmayeur, poi direzione Traforo del Monte Bianco fino a Entrèves. Prima di salire in funivia vengono controllati materiale e abbigliamento; per chi arriva da lontano è consigliabile dormire a Courmayeur la sera precedente.

Clicca qui per il percorso: Skyway Monte Bianco, Courmayeur

Dove dormire: Rifugio Torino e alloggi a Courmayeur

Rifugio Torino (3375 m): la notte tra le due creste

La notte tra le due salite si dorme al Rifugio Torino, a 3375 metri poco sotto Punta Helbronner, in mezza pensione con cena, pernottamento e colazione. Il rifugio, delle sezioni CAI di Torino e Aosta, è la base storica per le ascensioni sul Ghiacciaio del Gigante e permette di partire presto il secondo giorno senza attendere l’apertura della Skyway. La prenotazione viene organizzata dalla guida dopo la conferma dell’attività; il costo per i partecipanti e la quota della guida, da dividere, non sono compresi nella tariffa. Servono sacco lenzuolo (obbligatorio), tappi per le orecchie e un piccolo necessario per la notte; la tessera CAI dà diritto a tariffe ridotte. Informazioni sul sito del Rifugio Torino.

Hotel Funivia, La Palud

Piccolo albergo in stile montano nella frazione La Palud, a circa 800 metri dalla Skyway Monte Bianco: la soluzione più pratica per dormire vicino agli impianti e partire presto il mattino successivo. Indirizzo: Via San Bernardo 2, La Palud, 11013 Courmayeur (AO).

Hotel La Vallée Blanche, Courmayeur

Albergo confortevole e a buoni prezzi in Strada La Palud 38, a breve distanza dal piazzale della Skyway, ideale per chi vuole evitare la guida in auto dopo la seconda giornata di salita. Indirizzo: Strada La Palud 38, 11013 Courmayeur (AO).

Dove mangiare: mezza pensione al Rifugio Torino, viveri per le salite e ristoranti a Courmayeur

Pasti al Rifugio Torino e viveri per le due giornate

Cena e colazione sono comprese nella mezza pensione del Rifugio Torino; per le ore in cresta occorre portare viveri leggeri e almeno un litro d’acqua a persona per ogni giornata. Panini, barrette, frutta secca, cioccolato e parmigiano sono gli alimenti più pratici: si mangiano in sosta senza appesantire lo stomaco in quota. Bevande, pranzi al sacco e altri pasti non sono compresi nella quota.

Pizzeria Ristorante Du Tunnel, Courmayeur

Locale storico di Courmayeur con pizze cotte nel forno a legna e piatti della cucina valdostana, adatto a una cena informale prima della salita o a un pasto completo dopo il rientro a valle. Indirizzo: Via Circonvallazione 80, 11013 Courmayeur (AO).

La Luge Beer & Burger Bar, Courmayeur

Birreria e hamburgeria nel centro di Courmayeur, con hamburger di carne piemontese, taglieri e birre alla spina: una scelta semplice e informale per fermarsi dopo le due giornate in montagna. Indirizzo: Via Regionale 1, 11013 Courmayeur (AO).

Il responsabile dell’attività è la Guida Alpina che accompagna il gruppo ed è assicurata con Assicurazione Professionale obbligatoria di Responsabilità Civile contro Terzi per un massimale di 10 Milioni di € che copre esclusivamente l’attività professionale.

Sono coperte dall’assicurazione della Guida Alpina le spese di soccorso e recupero.

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Quali creste si percorrono durante i due giorni nel Monte Bianco?

Il programma prevede la traversata delle Aiguilles Marbrées oppure la cresta della Vierge il primo giorno e la traversata dell'Aiguille d'Entrèves oppure la cresta sud-est della Tour Ronde il secondo, una salita al giorno. Tutte le creste si trovano nel settore di Punta Helbronner, a una o due ore di cammino dal Rifugio Torino. La scelta definitiva viene fatta dalla guida in base al livello della cordata, al meteo e alle condizioni di neve, roccia e ghiacciaio.

Quanto sono difficili le Aiguilles Marbrées, la Vierge, l'Aiguille d'Entrèves e la Tour Ronde?

Le Marbrées (PD, un passaggio di III grado) e la Vierge (PD+, circa un'ora di cresta) sono le salite più brevi e accessibili; l'Aiguille d'Entrèves (AD-) è più tecnica ed esposta, con un paio di passaggi di IV grado protetti a spit; la Tour Ronde (PD+) è la più lunga, con 750 metri di dislivello su neve, roccia e misto. La difficoltà reale cambia sensibilmente con le condizioni: a inizio stagione la neve rende più alpinistici anche i tratti facili, a fine estate il ghiacciaio è più aperto.

Serve esperienza di alpinismo o saper usare ramponi e piccozza?

Non serve essere alpinisti esperti né avere esperienza autonoma su ghiacciaio, ma occorre aver già fatto escursionismo impegnativo, vie ferrate o arrampicata e non soffrire l'esposizione. L'uso di ramponi e piccozza viene spiegato e controllato dalla guida durante la progressione; servono buona coordinazione, passo sicuro e capacità di muoversi per diverse ore con scarponi e ramponi. Il programma non è indicato per principianti assoluti senza esperienza su terreno ripido: in quel caso il primo passo è il corso ferrate.

Perché il programma dura due giorni con notte al Rifugio Torino?

Due giorni permettono di percorrere due creste diverse, acclimatarsi meglio alla quota e dedicare la prima salita a verificare il livello della cordata prima di scegliere la seconda. Dormire al Rifugio Torino (3375 m) consente di partire presto il secondo mattino, prima dell'arrivo delle prime funivie e delle altre cordate, con più tempo per l'itinerario principale.

Quanto costa il programma e cosa non è compreso?

Il costo è di € 500 a persona con due partecipanti oppure € 800 con un solo partecipante e guida dedicata. La quota comprende la guida alpina UIAGM per due giorni, il materiale comune di cordata e casco e imbrago per chi ne è sprovvisto. Non comprende Skyway (circa € 60 andata e ritorno nel 2026), mezza pensione al rifugio, viaggio, pasti, eventuale noleggio di ramponi e piccozza e le spese della guida per funivia e rifugio, da dividere tra i partecipanti. Con due partecipanti il budget complessivo indicativo è di circa € 650 a persona compresa la Skyway, viaggio escluso.

Quante persone partecipano con una guida alpina?

Il numero massimo è di due partecipanti per guida alpina; con un solo partecipante la guida è dedicata. Il rapporto ridotto permette di gestire in sicurezza la progressione sul ghiacciaio, i passaggi di arrampicata e i tratti più esposti delle creste e di adattare l'itinerario al livello reale della cordata.

Qual è il periodo migliore per le creste del Rifugio Torino?

Il periodo va indicativamente da metà giugno a settembre: giugno e luglio con più neve e giornate lunghe, agosto con roccia asciutta ma molto affollamento, settembre con aria tersa e ghiacciaio più aperto. La scelta delle date dipende sempre dalle condizioni reali della montagna e dall'apertura della Skyway e del Rifugio Torino. Le date di ciascuna edizione sono indicate nella scheda dell'attività.

Cosa succede se il meteo o le condizioni non permettono la cresta prevista?

La guida controlla meteo e condizioni nei giorni precedenti e, se un itinerario non è sicuro o adatto alla cordata, propone un'altra cresta dello stesso settore, cambia l'ordine delle giornate oppure concorda una soluzione alternativa. Se il maltempo impedisce l'attività, la guida propone un'attività simile in un luogo con condizioni migliori, il rinvio a una data concordata con i partecipanti oppure l'annullamento con rimborso dell'importo versato, meno € 10 di spese di segreteria. La scelta della salita è sempre subordinata alla sicurezza.

Qual è la politica di cancellazione?

Se annulli tu, la cancellazione va comunicata per iscritto alla guida: rimborso del 100% fino a 45 giorni prima dell'inizio, del 75% tra 44 e 26 giorni, del 50% tra 25 e 17 giorni, nessun rimborso a meno di 17 giorni. Se invece è la guida ad annullare per maltempo o condizioni inadatte, propone un'attività simile in un'altra zona, il rinvio a una nuova data concordata oppure il rimborso dell'importo versato, meno € 10 di spese di segreteria.

Dove si dorme e chi prenota il Rifugio Torino?

Si dorme al Rifugio Torino, a 3375 metri sotto Punta Helbronner, in mezza pensione; la prenotazione viene organizzata dalla guida dopo la conferma dell'attività. Il costo del pernottamento dei partecipanti e della guida non è compreso nella tariffa e la quota della guida viene divisa tra i partecipanti. Servono sacco lenzuolo e tappi per le orecchie; la tessera CAI dà diritto a tariffe ridotte.

Che differenza c'è tra le creste del Monte Bianco e il Dente del Gigante?

Le creste di Marbrées, Entrèves e Tour Ronde sono salite di difficoltà da PD ad AD- con brevi passaggi di arrampicata, pensate come prima esperienza sulle creste del massiccio; il Dente del Gigante (4013 m) è un quattromila tecnico con 6 tiri fino al IV grado, corde fisse e calate in doppia su parete strapiombante. Il programma sulle creste è il passaggio intermedio ideale: chi lo completa con margine ha il curriculum giusto per la via normale del Dente del Gigante o per la Cresta di Rochefort.

L’età minima dipende dall’attività e dal livello di difficoltà. Per attività come ferrate, trekking, arrampicata e canyoning, i minori sono generalmente benvenuti, purché accompagnati da un adulto. Di solito, consigliamo che i ragazzi abbiano almeno 15 anni per le attività, ma ci sono attività pensate per famiglie con bambini più piccoli, fino a campi estivi per i soli bimbi dai 9 ai 12 anni. Per attività come l’alta montagna, lo scialpinismo e il freeride sono necessarie una certa resistenza fisica e maggiori capacità tecniche. Contattaci per maggiori dettagli sull’età e sui requisiti specifici per ogni attività.

Per vivere al meglio l’esperienza in natura, è importante portare con sé attrezzatura adeguata. In generale, ti consigliamo di portare:

  • Abbigliamento tecnico: vestiti comodi e traspiranti, adatti alla stagione, guanti, cappellino, occhiali da sole. Per alcune attività, una giacca guscio antivento impermeabile è fondamentale.
  • Scarpe da trekking, o scarponi da alpinismo per le attività a piedi e scarpe da arrampicata se specificato.
  • Zaino: con acqua, snack energetici (barrette, frutta secca) e crema solare. Se non specificato diversamente il pranzo è sempre al sacco.
  • Attrezzatura specifica: per lo scialpinismo, l’arrampicata, l’alta montagna, il Canyoning e le ferrate servono attrezzature e abbigliamento specifici. Forniamo gratuitamente una parte del materiale tecnico (imbrago, casco, corde). Ti invieremo una lista personalizzata in base all’attività scelta al momento della prenotazione, per essere sicuri di avere tutto l’occorrente!

Assolutamente sì! Offriamo attività per tutti i livelli di esperienza, dai principianti agli esperti.

  • Arrampicata: anche se non hai mai provato prima, le nostre guide esperte ti introdurranno ai fondamentali in modo sicuro e graduale.
  • Alta montagna: abbiamo percorsi che variano da trekking leggeri a salite alpinistiche impegnative. Se sei un principiante, possiamo proporti ascensioni facili e guidarti passo dopo passo.
  • Canyoning: per chi è alla prima esperienza, scegliamo percorsi adatti a tutti, con guide professioniste che ti forniranno tutte le istruzioni necessarie.
  • Scialpinismo e Freeride: è necessario avere un buon livello di sci in pista.

Indipendentemente dal livello, il nostro obiettivo è farvi sentire sicuri e coinvolti. Ogni uscita è pensata per rispondere alle tue esigenze e per farti divertire senza rischi.

Per prenotare una delle nostre attività, puoi farlo direttamente sul sito o contattarci via email, whatsapp o telefono. Ti invieremo tutte le informazioni necessarie per farlo e confermeremo la tua prenotazione.

Per quanto riguarda la cancellazione, trovi tutto a questo LINK.

Le condizioni meteo vengono monitorate in tempo reale e ti avviseremo tempestivamente se sarà necessario modificare l’itinerario o il luogo di svolgimento dell’attività. Se non fosse possibile partecipare a causa di condizioni meteo avverse, l’attività sarà riprogrammata in accordo coi partecipanti o rimborsata.

Recensioni dei clienti

Francesco Pellacini
☆☆☆☆☆
Esperienza stupenda!!
Filippo (l’istruttore) è super esperto e preparato e ci ha portato a scalare in posti pazzeschi!! Fare teoria direttamente sul campo e passare subito alla pratica (non tutti lo fanno) è molto utile. Grazie mille WHITE & BLU! Da provare!!
Pietro Terzi
☆☆☆☆☆
Un weekend con un'ottima Guida
Ho partecipato al corso di arrampicata multipitch con Carlo Alberto Montorsi, è stata una bellissima esperienza. Il corso è ben strutturato nel fine settimana e la guida è molto preparata e simpatica. Grazie al corso adesso conosco le basi della scalata in via lunga e posso praticarla con serenità in autonomia.
Leonardo Antonelli
☆☆☆☆☆
Cinque giorni indimenticabili sul monte Rosa
Ho fatto un'escursione di 5 giorni sul Monte Rosa con Carlo Alberto ed è stata un'esperienza semplicemente indimenticabile. Lui è bravissimo, gentilissimo e ci ha permesso di passare quei giorni in completa sicurezza per farci godere al massimo il passaggio e l'esperienza. Consigliato!
Ameleto Cascio
☆☆☆☆☆
Corso di Arrampicata Alpinistica con una Guida Eccezionale!
Assolutamente consigliato!ho seguito il corso di arrampicata alpinistica e mi sono trovato benissimo! guida esperta e preparatissima che mi ha insegnato molto e con cui sono stato davvero bene! Grazie mille!
Riccardo Casoni
☆☆☆☆☆
Un Corso Straordinario per Superare la Paura del Volo
Ho fatto il corso Accettare il volo in arrampicata con Alby. Il corso è ben fatto, Alby è bravo, e divertente. Bravo sembrerebbe riduttivo: è professionale e sa guidarti senza imporsi. Accompagna nel percorso/corso senza essere pedante, anzi. Lo consiglio.
Giovanni Mailli
☆☆☆☆☆
Corso Multipitch: Formazione Completa
Ho seguito il corso di via multipitch. Il corso è indubbiamente organizzato bene e insegna tutto ciò che è necessario e qualcosa di più. Carlo Alberto, la nostra guida, è bravo, preparato, disponibile e simpatico. Ci ha seguito nell'apprendimento delle manovre e ha risposto a tutte le nostre domande. Esperienza fantastica.
Alberto Montemurro
☆☆☆☆☆
Ottima organizzazione
Fatto corso con Carlo Alberto, ottima gestione per tutti gli aspetti, consigliato (Corso Alpinismo A).
Edoardo Cirri
☆☆☆☆☆
Esperienza fantastica!
Le guide sono state tutte disponibili, molto preparate tecnicamente e bravissime nel trasmettere la loro conoscenza, teorica e pratica in ogni situazione. Lo rifarei altre 1000 volte, ho già prenotato con loro anche i moduli successivi!
Elisa Scialfa
☆☆☆☆☆
Corso super consigliato
Ho partecipato al corso propedeutico allo scialpinismo con la Guida Carlo Alberto Montorsi. Preparato e simpaticissimo, ha reso umani e divertenti i mille esercizi di propriocezione ed equilibrio che ci ha fatto fare. Bellissimo anche il posto in cui ci ha portati a mangiare e dormire.

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  • 12-13 GIUGNO 2027
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  • 01-11-2026
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